Oggetti smarriti

Aaaaaa cosa mi è venuto in mente…. 

Sofia, seduta sul sedile posteriore dell’auto, mi chiede

“Mamma! Mi comperi l’evidenziatore quello che si usa quando sbagli a scrivere?”

Di solito mi fa anche domande autoreferenziali, cioè quelle che fatta la domanda e tolto il punto interrogativo finale, ottieni in automatico la risposta. 

Ma in mezzo a queste ne infarcisce altre, più o meno sensate.

Rifletto un attimo e d’un tratto l’illuminazione… Eureka! Vuole un cancellino, quelli che lasciano una lieve pellicola bianca su cui riscrivere.

Istintivamente esclamo ‘Ah la scolorina’, ma mi rendo conto che quel flaconcino da cui attingevi con un pennellino e poi spalmavi sul quaderno sta all’evidenziatore come un dinosauro sta alla tartaruga.

Inizio a ripensare alle croste di correzioni che triplicavano il volume dei quaderni, e realizzo che non ci sono più.

E in cascata penso a diverse altre cose che non ci sono più, mi son voltata un attimo e PUF… Scomparse.

Non c’è più l’usanza di bruciacchiare il pollo per eliminare le ultime tracce di peluria: ogni volta che mi capita di scottarmi anche lievemente e bruciare qualche pelo o capello, rivedo mia mamma sul fornello che compie questa operazione che io stessa non ho mai fatto in prima persona.

Non c’è più il telefono grigio a disco, che troneggiava su un tavolino tutto per sè, in compagnia della rubrica telefonica con la leva che spostavi alla lettera di interesse e premendo il pulsante si apriva in quella pagina.

Non ci sono più i giri per casa con la bic infilata nella musicassetta, che per risparmiare sulle operazioni di riavvolgimento del nastro, o anche perché talvolta il nastro era stato mangiato dal riproduttore, ti costringevano a sessioni intensive di ‘Don’t let me be misunderstood’ di Santa Esmeralda. 

Non ci sono più le mappe dell’Aci nel cruscotto dell’automobile, con quei codici e quei palettini indicatori di distanza, mai aggiornate, che per passare da una pagina all’altra e ritrovare il segno serviva aver superato l’esame di orientamento e cartografia. 

E poi, non c’erano quando io ero piccola, e già sono scomparsi… I floppy disk.

Che per installare un software dovevi inserirli in religiosa sequenza e poi, una volta raggiunto l’ultimo della serie, reintrodurre il primo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...