Al parco giochi

Domenica ho accompagnato le mie bimbe al parco giochi; trattandosi della prima domenica veramente primaverile era piuttosto popolato.

I bimbi giocavano e le mamme li sorvegliavano; la mia attenzione è stata attratta da due donne che chiaccheravano fittamente.

Una delle due, una signora bionda senza particolari segni di riconoscimento, spingeva ripetutamente avanti e indietro una carrozzina in cui riposava un neonato; l’altra, di qualche anno più vecchia, magrissima, capelli di un rosso acceso e con taglio corto asimmetrico, sembrava lì da sola.
Anzi no, a ben guardare, non era affatto sola! era lì proprio con l’altra, la neomamma bionda.
Parlavano, parlavano e parlavano; e mentre parlavano la bionda ascoltava e spingeva la carrozzina, avanti e indietro, avanti e indietro.

Io ripartivo le mie occhiate tra le mie due piccole, che avevano scelto giochi diversi, (ovviamente con maggiore attenzione a Viola) e la bicicletta e il passeggino che avevo lasciati parcheggiati appena fuori dal cancello di ingresso al parco.
Peró ogni tanto l’occhio mi cadeva su queste due amiche di vecchia data che parlavano, parlavano e parlavano.

Ad un certo punto la rossa ha visto un ragazzetto che passava in strada e
lo ha chiamato a gran voce: ‘Matteoooo’ (ovviamente il nome è di fantasia, altrimenti mi arriva il grande fratello anche qua).
Matteo allora ha imboccato l’ingresso del parchetto e le si è avvicinato; lei lo incoraggiava ‘dai vieni qua’ e lui, con passo pesante e andamento scomposto si è avvicinato fino a un paio di metri; quando è stato a tiro di dialogo, lei gli ha detto che aveva prenotato per lui la cena che facevano al tendone, era già pagata, voleva che lo sapesse.

Matteo non era nemmeno arrivato ad un metro da questa donna che lei aveva già terminato la sua comunicazione, quindi ha ritenuto superfluo avvicinarsi ulteriormente a quella che, suppongo, fosse sua madre: ha sviato verso il passaggio per il campo da calcio e sempre ciondolando nel suo pesoforma più peso che forma si è allontanato.

La donna lo chiama di nuovo: ‘Matteooooo…. saluta!’ facendogli cenno di salutare la signora bionda, che ormai con la carrozzina aveva fatto il solco sullo sterrato; lui, timidissimo ed evidentemente imbarazzato, bofonchia qualcosa che dal labiale ho interpretato essere ‘ma io non la conosco’ e nella traduzione significava ‘e chi cazzo è?’.

Allora la donna dai capelli rossi lo rimbrotta ‘ eh … non la conosci??? ok… ma nemmeno io la conosco…. l’ho trovata qua… e mi sono messa a PACIOLARE’.
Per fortuna che sono arrivata al parco in tempo utile per trovarle già nel pieno della conversazione!!!!

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