Le antiche terme di Giunone

Si è concluso lo scorso sabato il Gran Prix del Veneto, circuito di gare di nuoto per atleti master (= anziani; = amatoriali).

L’ultima tappa della stagione è ospitata in un ambito meraviglioso: un complesso termale, con vasche che risalgono all’epoca romana, abbinato ad una regolare vasca olimpionica e ad alcune vasche studiate apposta per i bambini (scivoli, onde, basse profonditá).

La vasca olimpionica non é tra le più scorrevoli, anzi garantisce prestazioni di basso livello, ma il contesto é così allettante che una gita con la famiglia ha successo assicurato.

La manifestazione si tiene sempre a fine maggio e ovviamente non sempre il meteo è generoso. 

Tre anni fa ad esempio facevano 13*C e nonostante ciò la gara si tiene ugualmente.

Un’atleta anziana si era fatta forte della sua esperienza e si era attrezzata di moon-boot in piano vasca, e vi assicuro che non erano poi così fuori luogo.

Però una che circola in piscina con i doposci non passa inosservata, direi piuttosto che passa alla storia.

Quest’anno ho incontrato la stessa signora in spogliatoio mentre faticavo per infilarmi il costume da gara che, spiego per chi non é del giro, richiede una notevole dose di pazienza per essere indossato.

Si tratta di un modello che integra costume e pantalone al ginocchio, realizzato in un tessuto tecnico che favorisce lo scivolamento, ma che non è per nulla confortevole: non è il tessuto che si adatta al corpo, ma è il corpo che va insaccato dentro il costume, proprio come una soppressa. Non è un pigiama, per dirla in breve, ma un’armatura (erroneamente avevo digitato armatuta… E rende bene).

Indossarlo richiede almeno almeno un quarto d’ora.

Lei, donna pragmatica, ha commentato le nostre fatiche con un sarcastico ‘Quanta fatica fate ragazze…. Guardate come faccio presto io’.

Assieme a me c’erano due compagne di squadra, occupate nella stessa fatica; io ero quella più prossima alla signora freddolosa.

Il costume da gara, alias costumone, non é indispensabile: è una scelta alla quale lei ha rinunciato in favore di un tradizionalissimo costume intero.
Al suo richiamo ‘Guarda qua’ io ho obbedito, e ho visto cose che per pudore evito di dettagliare. Non contenta di questo sberleffo, si é avvicinata a noi, mentre indossava il suo costume, ripetendo il ‘Vedete come faccio presto io?’.

Per me era impossibile, ma avrei volentieri rinunciato, non osservare così da vicino la zona inguinale del costume fare da spartiacque alla sua straripante femminilità.  

Continuo a pensare che forse un indumento più contenitivo le sarebbe stato utile, invece si è presentata in camera di chiamata con il suo costumino stringato, calzettoni di lana e berretto di lana anch’esso, nonostante i 30*C.

A parte questa gag la giornata è stata molto positiva: sole, prato, amici, staffette, risotto al tastasale e, new entry tra le emozioni, uscire dalla gara più faticosa per me, i 100 m stile libero, e trovare le mie bimbe e il loro papá ad aspettarmi sul bordo vasca.

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5 Replies to “Le antiche terme di Giunone”

  1. Come dicevi tu, la presenza dei tuoi cari rende ancor più dolce la gara.
    E poi succede sempre qualcosa di divertente, come la signora “anziana” (che spero non fosse una cinquantenne…) con la sua straripante femminilità 😄

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