Le divise Alitalia, il Grinch e l’effetto Madeleine 

Giacciono come nell’angolo più recondito di un sottoscala alcuni ricordi: stanno là che non sai di averli. Poi leggi qualcosa su un blog e l’effetto madeleine li sprigiona, smuovendo prima quelli un po’ più consapevoli e poi avanti fino a stanare delle vere e proprie chicche.

A fare da biscotto è stato un commento sulle nuove divise delle hostess Alitalia, in particolare sulle calze che alla Lucarelli ricorderebbero una recita scolastica in cui era vestita da siepe.

Lasciando perdere la nuova mise da Grinch che Alitalia propone per le dipendenti (a mio avviso si tratta di una divisa da lavoro, e nel limite della decenza, ha poco da essere approvata: la si indossa e punto), ripenso ai miei mascheramenti da bambina per il carnevale.

Inutile dire che a me sarebbe piaciuto avere un vestito da principessa o da fatina, un classico delle bambine.

Ma alla mia mamma no: non ho mai capito se fosse una questione economica o per anticonformismo, fatto è che io da fatina non mi sono mai potuta vestire, nè da principessa.

Un anno che ero alla scuola materna mi ha vestita da coniglio: mi ha confezionato un abito con una stoffa di pelo sintetico che ho sudato come se avessi trascorso l’intera giornata in un bagno turco.

Poi è stata la volta del pagliaccio, qualche anno più tardi: già un po’ più classico; realizzato con alcuni vestiti vecchi, una commercialissima parrucca di riccioli viola e, se fosse finita lì, sarebbe stato un buon compromesso tra i miei gusti ed i suoi.

Invece mancava il tocco finale: il maquillage. Uno strato di cerone bianco che sembrava di avere in faccia una maschera di argilla, la mimica facciale congelata. E, sopra, un capolavoro di disegno che i truccabimbi di oggi sono acqua e sapone in confronto.

Le piacevano parecchio i mascheramenti, e visto che le occasioni per i piccini sono più numerose che per gli adulti riversava su di me le sue passioni. Un anno lei e mio papà a dire il vero si erano organizzati per partecipare al carnevale di Venezia, e la preparazione dei loro vestiti da gnomo l’aveva tenuta impegnata per diverse serate.

Pertanto questa reminiscenza legata alle calze verdi delle hostess deve risalire ad un altro anno.

Fatto sta che dietro a questi ricordi in vetrina è saltato fuori quello del mio travestimento da margherita: calzamaglia verde, lupetto verde, una corona di petali di cartoncino bianco in testa e, a fare da capolino (la parte gialla centrale) la mia testa avvolta in una confortevolissima cuffia in lattice gialla. 

Per questo Sofia da ormai tre anni si veste da fatina principesca.

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6 Replies to “Le divise Alitalia, il Grinch e l’effetto Madeleine ”

  1. Non ho mai sopportato il carnevale (che non ho mai festeggiato) e neppure il fatto di travestirsi.
    Mio figlio, senza imposizioni, è simile a me e anche lui evita questo tipo di festeggiamenti.
    Riguardo Alitalia, le divise secondo me sono davvero brutte.

    Mi piace

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