La chiave di lettura

Per comprendere il nostro prossimo, senza necessariamente giustificare ogni sua azione, basterebbe possedere la chiave di lettura, lo strumento per decifrare i suoi comportamenti.

Se riusciamo a rovesciare la prospettiva in cui si presentano i suoi atteggiamenti, a rivedere un comportamento da dietro le quinte anziché dalla platea, l’impatto sul nostro essere ne esce diverso.

Dietro a tanta boria, ad esempio, si nasconde profonda insicurezza; dietro l’alterigia spesso si cela la timidezza.

Il problema è che ci limitiamo ad osservare la facciata, senza verificare lo spessore della figura: noi presumiamo che ci sia un solido mentre in realtà ci troviamo di fronte ad una figura piana.

Leggiamo il nostro prossimo come lui si descrive, utilizzando la trama del nostro vissuto quotidiano: caliamo le sue parole sulla nostra personale situazione, ritenendole equivalenti (le due situazioni, le quotidianitá di ciascuno) mentre non lo sono, per forza di cose.

Se invece ci facciamo forza e scartiamo il pacchetto, se togliamo i nastri alla confezione e ne rovesciamo il contenuto, potremmo arrivare a prevedere le mosse del nostro interlocutore proprio come in una partita a scacchi.

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6 Replies to “La chiave di lettura”

  1. Credo sia vero, però da un altro punto di vista…. perché devo sempre io cercare di capire il mio interlocutore, comprendere il suo stato d’animo, le sue insicurezze, le sue paure…
    Non potrebbe LUI cercare di capire qualcosa di me?

    Liked by 1 persona

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