Alzi la mano…

Io continuo a non capire dove sia l’uscita di sicurezza da questo circolo vizioso.

Ho letto le tracce dei temi proposti ai maturandi, e ho deciso di scrivere questo post tristissimo.

Ma cosa si mira a valutare esattamente con un simile esame?

Le sole tracce per essere comprese e valutate (= che tema faccio? In quale posso esprimermi meglio?) richiedono un paio d’ore di analisi.

Poi dopo che hai letto tutto, cercando di capire cosa vogliono da te, il baratro: che cosa vuoi che dica io, candidato, che non sia già stato detto nella formulazione?

Mi chiedo se veramente io, Elena, oltre 20 anni fa ho svolto un intero tema e questo ha pure conseguito una valutazione positiva, anzi addirittura buona?

Perché a mio tempo… Che tema avrò fatto? Boh… San Google cerca maturità 1992 … Ecco, trovato! 

Intanto le tracce erano molto più brevi.

Poi … Udite udite… I titoli erano ovviamente diversi ma lo svolgimento poteva essere se non lo stesso, molto simile, intercambiabile.

Perché PURTROPPO, e sottolineo PURTROPPO, i temi chiedono fondamentalmente sempre la stessa cosa: parlare di niente.

Quello proposto oggi non è ‘il tema su Eco’ ma sulla funzione della letteratura a partire da alcune considerazioni di Eco.

Poi un tema sul voto alle donne, mentre nel 1992 chiedevano di esprimere considerazioni sul suffragio universale… ‘Mmazza oh che fantasia! 

Io non ricordo che tema ho svolto all’epoca, tanto anche col senno di poi uno vale veramente l’altro.

Oggi si chiede al maturando di esprimersi sul potere immateriale della letteratura, ieri gli si chiedeva, parlando del divario generato dalla tecnologia e dalla sua evoluzione (ma la domanda, vuota come una tromba d’aria, si adatta bene a molteplici contesti):

Quali le possibili soluzioni a così gravi problemi e quali i valori a cui richiamarsi per rispondere a queste nuove difficili sfide?

Ma che caaaaazzzzz può rispondere un povero cristo per rimanere nell’ambito delle sue idee o di quello che ha potuto imparare?

Perché a me una delle cose fondamentali che hanno insegnato è di non parlare per sentito dire, ma di esprimere in maniera semplice e diretta il mio pensiero, la mia esperienza, le cose che so.

Che poi davanti all’inevitabile accozzaglia di banalità che il candidato si trova a scrivere messo con le spalle al muro, mi chiedo quante lattine di red bull deva bere chi poi i temi li deve correggere, e se per valutarli adotti la scala Richter o quella Mercalli.

E ora alzi la mano chi trova una cosa sensata da dire su uno dei temi proposti, a piacere, quest’anno o nei precedenti.

Tanto è lo stesso.

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6 Replies to “Alzi la mano…”

  1. Ho cercato in internet le tracce dei temi della mia maturità (più di 25 anni fa), ma pur rileggendoli non mi è venuto in mente quale io abbia affronatto a suo tempo.
    Ora è un po’ diverso: ai miei tempi si trattava di un semplice ‘tema’, ora invece la stesura può assumere connotati anche differenti (saggio, analisi del testo, etc…).
    Credo che, trattandosi di maturità, si debbano considerare molti aspetti: non solo il pensiero critico del maturando, ma anche la sua capacità di scrittura e di messa a fuoco dell’argomento trattato. Poi le tematiche, ciclicamente, è ovvio che siano sempre più o meno le stesse, a parte l’aspetto tecnologico che in effetti sta facendo sempre più passi da gigante.
    Io quest’anno avrei scelto il tema economico sul PIL, ma ovviamente oggi io non ho 19 anni.

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  2. Io la maturità la farò l’anno prossimo e leggendo le tracce mi sono venuti una marea di dubbi… il tema su Eco non lo avrei mai fatto, le analisi del testo non ti permettono di esprimere nessun pensiero… quello sul rapporto padre-figlio, sono conoscenze, non opinioni… i titoli non sarebbero nemmeno brutti, ma lo svolgimento richiede solamente di riportare opinioni altrui… l’unico che forse avrei scelto è quello di attualità, ma avrei scritto la mia opinione personale 🙂

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    1. Io non penso proprio che incontrerai difficoltà, almeno nella prova di italiano… Quanto all’opinione personale quando ero al liceo avevo smesso di inserirla nei temi perché la valutazione poi veniva a dipendere troppo da chi avevo a correggere l’elaborato… Da un certo punto in poi avevo deciso di svolgere esclusivamente temi di carattere letterario altrimenti potevo trovare dietro l’angolo la sorpresa della valutazione scarsa…

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