Riccione 2016 – giorno 1

Come i tortellini che raggiungono il punto di cottura, le mie emozioni e i miei stati d’animo affiorano in questo brodo di stanchezza ed eccitazione.

Si è conclusa ieri la mia prima giornata di partecipazione ai campionati italiani master di nuoto, in corso a Riccione, iniziati martedì.

La colonna sonora di accompagnamento mentale si è aperta con ‘Venderó’ di Bennato perché anch’io, come Raffaele, non ho fatto il soldato; ma mi trovo a dormire sul cemento e recuperare inaspettatamente energie dopo il viaggio percorso in mattinata per raggiungere la località marina.

Al mio risveglio dopo lo scomodo pisolino attacca ‘Il mare d’inverno’ della Bertè, quando canta ‘e passerà il freddo, e la spiaggia lentamente si colorerà’: la coincidenza vuole che in questa estate 2016 il caldo sia arrivato esattamente in questi giorni.

L’impianto natatorio al mio arrivo era semi deserto, perché era orario di pausa pranzo: ora poco a poco i concorrenti ritornano, le donne indossano bikini tutti dello stesso modello a canotta, ma tutti diversi per fantasia e colore, ed è un clima festoso.

Quindi Loredana lascia spazio a Cher che, in questo caso è ironico, dal ritornello di ‘Dov’è l’amore’ grida ‘Non c’è nessuno / non c’è nessuno’: la vasca esterna brulica di nuotatori in fase di riscaldamento.

Il mio riscaldamento rivela l’inadeguatezza di un paio di occhialini con lenti scure ma assolutamente inaffidabili.

Ed ecco, arriva il momento della prima gara, il 100 m stile libero, a lungo atteso: a lungo ho pensato e ripensato a come sarebbe stato questa volta; uguale a tutti i precedenti, carico di tensione. Sarei riuscita a mantenere la concentrazione? 

È un po’ come la gravidanza: sai che il parto arriva ad una certa data, giorno più giorno meno, ma quando quel momento arriva veramente ti coglie impreparata e ti ritrovi ad esclamare ‘ma come? Ci siamo già?’ e non ti senti mai pronta.

Ma quando è l’ora non puoi tergiversare.

Sei lì in mezzo a tutte le avversarie, e scopri che tutte sono egualmente agitate, anche le più forti.

Le batterie vengono formate, le atlete ad una ad una vengono chiamate e salvate dal sole a picco; vengono disposte sotto un tendone per il controllo cartellini, quindi accompagnate ai blocchi.

Lo starter gracchia il via, incurante delle nostre angosce, e la gara si disputa.

La mente umana è meravigliosa perchè anche di fronte ad un imparzialissimo risultato cronometrico riesce a stilare una versione personale della classifica, infilando come perle in una collana tutta una serie di considerazioni che riqualificano la propria prestazione.

Un po’ come dopo le elezioni politiche: tutti hanno vinto.

E poi resta il tempo per incontrare molte persone che attendevi di rivedere da un intero anno; per scambiare pettegolezzi (in questo gli uomini si rivelano formidabili); per gustare il nuovo double chocolate che è un po’ una chiavica perché era più corretto chiamarlo half ice cream o meglio ancora traces (of ice cream); per incontrare nuove persone; per scattare selfies e farsi fotografare; per quell’atmosfera gioiosa che precede la partenza delle mistaffette.

(To be continued…)

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