Aiuto una blatta! (Don’t feed the troll)

Mi provocano un tale ribrezzo certi animali che per superare la cosa ho smesso di chiamarli scarafaggi: cambiare il nome alle cose serve a rendertele più accettabili.
In effetti da quando i rompicoglioni ho iniziato a chiamarli troll riesco a tollerarli meglio.

Nel gergo informatico i troll sono quegli utenti che all’interno di gruppi, chat, forum, agiscono con il fine principale di sobillare e fomentare gli animi.

Nel significato iniziale si trattava di neofiti che arrivavano con domande che ormai nel gruppo avevano già sollevato parecchi polveroni e, ammettendo risposte pari a quelle possibili per ‘è nato prima l’uovo o la gallina’, erano già state messe al bando.

Ad esempio quando frequentavo il forum di ‘Quelli che il nuoto’ periodicamente arrivava qualcuno a porre l’annosa questione ‘Ma secondo voi è giusto che gli ex agonisti gareggino insieme a coloro che non lo sono mai stati?’.
E via con le danze del perché si o perché no.

Oppure sul pianeta ‘Essere Mamme a Vicenza’ ogni tanto atterra qualcuna che si interroga sulla pericolosità dei vaccini.

Questi argomenti sono stati già talmente tanto discussi senza approdare a nessuna conclusione che sono stati messi all’indice.

Ma i newbies non lo sanno; i Troll invece lo sanno e lo fanno apposta, questa l’evoluzione del significato.

Sono quelli che parlano deliberatamente di corda in casa dell’impiccato per vedere l’effetto che fa; commentatori a sproposito seriali; bastiancontrario di professione.

Da principianti a pericoli pubblici, da sprovveduti a rompiballe.

I troll stanno diventando un fenomeno sempre più diffuso che grazie all’anonimato sfogano i loro istinti da scassaminchia per manifestare un desiderio di protagonismo, che altrimenti non saprebbero soddisfare.

La tattica per combatterli è non dargli corda, non alimentarli: don’t feed the troll. Non rispondere alle provocazioni, lasciare cadere nel vuoto le loro illazioni.

Che mi ricorda un po’ i Gremlins: non dar loro da mangiare dopo la mezzanotte e non fargli il bagno, altrimenti diventano cattivi.

Io ho avuto il privilegio di conoscere di questi Troll anche nella vita reale, altro che anonimato.
Perché c’è veramente gente che vive di contrarietà, se tu dici bianco loro dicono verde, allora ti sposti sul blu e loro dicono rosso fino a farti rovesciare la posizione, e ti ritrovi a contrariare uno che dice bianco esattamente come tu dicevi all’inizio.

Persone sfortunate che vivono di invidia e che vanno trattate esattamente come i Trolls o i Gremlins: non dar loro da mangiare, non dargli corda, non rispondere alle provocazioni.

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10 Replies to “Aiuto una blatta! (Don’t feed the troll)”

  1. Io partecipo a numerose community e forum, sia italiani che inglesi, e i Troll sono sempre in agguato.
    Vanno semplicemente ignorati.
    E poi gli amministratori possono sempre ‘bannarli’.

    A proposito: fai il bagno dopo la mezzanotte???
    HAHAHA
    😉

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  2. Sia lodato il DFTT (Don’t Feed The Troll).

    Però (e scusa se faccio il rompicoglioni) l’argomento dei vaccini non è stato “talmente tanto discusso senza approdare a nessuna conclusione”. La conclusione c’è, ed è che i vaccini non sono pericolosi e prevengono malattie bruttissime, quindi vanno fatti.

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