Nato il 4 luglio (*)

Metti che il 4 luglio si festeggia al 2…
Non lo so perché la serata è stata così speciale, sarà stato il caldo, sarà stata l’atmosfera di festa, sarà stato perché mi prendeva bene.

Parcheggiata l’auto a 500 m dall’ingresso, che non ricordavo dove era (l’ultima volta che ero andata alla Ederle avevo 14 anni, poi i miei genitori avevano preso l’abitudine di osservare lo spettacolo pirotecnico dalla tangenziale, un po’ come vedere un film scaricato da internet invece che al cinema), Sofia mi suggerisce di usare il telefono per scoprire la strada, e anzi controlla lei la mappa, riassumendo con tono rassicurante che il percorso è così-così-così, tracciando nell’aria col ditino uno zig-zag.
Più ci avviciniamo all’ingresso e più si assemblano gruppetti di adolescenti; per essere in media con le età avrei dovuto portarmi dietro anche Viola.
Passato il metal detector, i controlli generali e una nutrita batteria di wc chimici ci troviamo davanti ad un enorme campo, circondato da una pista di atletica. 

Un cartello ammonisce su cosa è vietato introdurre: bottiglie in vetro, mezzi con le ruote e proteste antigovernative.
Tutto attorno alla pista sono disposti dei banchi che distribuiscono cibarie e gadget (ed è difficile talora distinguere gli uni dagli altri).
Sofia è subito attratta da alcuni bimbi truccati, io la sforzo per mangiare un po’, prima che la folla invada le casse e la fame diventi incontenibile.
Sotto sotto deve essere affamata, anche se si dice più interessata al trucca bimbi, perché spazzola in pochi minuti una pizza guarnita col formaggio quando di solito la mangia rigorosamente col solo pomodoro.

Di lì a poco ci raggiunge il resto della compagnia e il campo che prima vedeva solo qualche sparuto occupante inizia a popolarsi di persone che si siedono sul prato a mangiare l’hamburger, l’hot dog, il burrito, la pizza… (Tutte pietanze salutari ovviamente). L’età media in generale si è alzata.
Alcuni si sono portati anche la sedia/poltrona pieghevole da casa, come se dovessero attendere uno spettacolo.
Nel giro di poco iniziano ad esserci moltissime persone, ma non c’è ressa (fila si).
Il clima è gioioso: c’è il luna park, i palloncini, le spade fluo, le bandierine, i cappellini, chi è truccato, chi ha la parrucca, chi indossa capi a stelle e striscie.
Tra la folla si incontrano spesso militari con la mimetica e lo zaino: avanziamo l’ipotesi che sia vuoto e che siano ‘figure di scena’.
Nel campo c’è un palcoscenico e ai karaokisti improvvisati iniziano a subentrare band di professionisti. La musica arriva ovunque ma si riesce comunque a parlare. 
Per il dopo cena ci sono i pop corn, lo zucchero filato, le granite colorate, i muffin… Peccato non aver trovato i gelati.
Alcuni banchi sono gestiti da italiani, altri da americani, e si creano allegre mescolanze di linguaggi, fatte di termini mezzi inglesi e mezzi italiani, di frasi poliglotte, di gesti universali e di ‘ah ma sei italiano anche tu’ detti col tono di ‘carramba che sorpresa’ e seguiti da dialoghi fluenti sul cosa si desidera mangiare o bere.
La temperatura è eccezionale: fa molto caldo ma gli spazi aperti lasciano passare frequenti folate di vento e non si suda per niente; quando il sole tramonta l’illuminazione artificiale sopperisce senza che ci si accorga della differenza.
Dopo aver girato e rigirato ci sediamo sul prato: siamo in tanti, ma c’è posto per tutti (scoprirò solo più tardi che fuori si fanno attese di oltre un’ora per passare i metal detector, che poi la polizia locale ha bloccato il traffico e la questura ha ordinato il blocco degli ingressi).
I bambini scorrazzano, c’è chi beve la birra, chi mangia le patatine, chi balla, chi canta e chi si limita ad ascoltare .
Alle 22.30 esatte si spengono le luci: buio immediato, come al cinema, e un’esplosione: sta per iniziare lo spettacolo pirotecnico.

Le spade fluo si rivelano, sono tantissime e tutte con i colori della bandiera americana. 
Parte il sottofondo musicale e un susseguirsi di luci e di botti e scoppiettii, il tutto sincronizzato. 

Alle spade fluo si aggiungono le luci dei telefonini: si crea la stessa magia dei concerti.

Sofia è entusiasta, mi abbraccia in continuazione un po’ perché è contenta è un po’ perché è spaventata dai rumori forti.
Dopo che ha trascorso la serata avvitandomi il braccio perché l’avevo ben messa in guardia dai pericoli che si corrono nelle folle e dal potersi perdere, finalmente un contatto fisico più affettuoso.
Dura mezz’ora, il tempo di 5 canzoni.

Non è la prima volta che vedo i fuochi ma credo sia la prima volta che li trovo coinvolgenti.
Poi si riaccendono le luci ed è di nuovo ‘giorno’: la festa è finita, è molto tardi e si va tutti a casa. La mandria abbandona il luogo della festa e torniamo a cercare l’auto, che ovviamente non ricordo mai dove ho parcheggiato.
(* risale al 2015)

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5 Replies to “Nato il 4 luglio (*)”

  1. A Padova, da parecchi anni, il 15 agosto ci sono i fuochi in “Prato della Valle”, con contorno musicale.
    Sono stupendi e la gente è sempre numerosissima. Vengono illuminati ad arte sia il Prato che il “Foro”, e i fuochi vanno a tempo con la musica. Da vedere assolutamente. Poi, prima e dopo i fuochi, c’è il contorno musicale curato da Radio Company con artisti dal vivo.
    Ciao

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      1. Se hai dei figli piccoli, o in età scolare, non potrà che piacergli. Il problema è la viabilità, perché si rischia di tornare a casa tardissimo, e tu che abiti fuori Padova potresti avere dei grossi disagi.

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      2. Il problema è che le mie figlie forse sono ancora troppo piccole… Ma adesso che mi dici così avrò qualche difficoltà a convincere anche il loro papà che odia la ressa… Tocca aspettare che diventino più grandine…

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