… col bene che ti voglio

A luglio finalmente fa caldo, e se non fa caldo qualcosa proprio non funziona.
A luglio si molla la presa, tutto assume ritmi più blandi, le attività annuali sono concluse; il tempo sembra dilatarsi, una settimana di lontananza sembra lunga come il mese di novembre intero.

E’ finalmente estate, le serate sono ancora lunghe e non serve prevedere un indumento aggiuntivo per rimanere all’aperto.

Tutto sembra distante, fermo, calmo: l’anno che si è concluso e anche quello che riprenderà a settembre, entrambi fuori dalla frenesia quotidiana.

Ormai la testa è là, è in vacanza; il corpo invece spesso deve attendere.

A luglio i colori hanno assunto dei toni più marcati a volte anche sfocati dall’umidità nell’aria.

A luglio la frutta è saporita; la carnagione, volente o nolente, ha perso il suo grigiore.

Le sagre pullulano, il 4 luglio, il Redentore: i cieli scoppiettano di fuochi artificiali, una sera qua e l’altra là.

Finiscono gli esami e iniziano i saldi.

Ad anni alterni un campionato di calcio dà occasione agli amici di ritrovarsi e tifare insieme e di ricordarsi di essere tutti allenatori, tutti esperti.

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