Un passo dopo l’altro

Il futuro arriva un giorno per volta, così come la laurea si consegue esame dopo esame, libro dopo libro, pagina dopo pagina.

Nemmeno a camminare o a parlare si impara da un giorno all’altro, nemmeno a stare in equilibrio su due ruote in bicicletta.

L’apprendimento è un processo graduale, così come il successo nel raggiungimento di un qualsivoglia obiettivo.

L’aereo non decolla da fermo: è vero che si ritiene decollato in quell’istante magico in cui le ruote si staccano da terra, ma non lo potrebbe fare se prima non avesse preso adeguata rincorsa e soprattutto, una volta sollevato, non può permettersi di spegnere i motori; così come se smettiamo di pedalare non possiamo rimanere in equilibrio su una bicicletta ferma.

Tutti questi processi dicevo sono graduali; invece siamo condizionati dal cinema, dalla televisione, dagli spot pubblicitari che, per esigenze di copione e di spazio, condensano tutti i passaggi necessari ad arrivare al gran finale, creando l’illusione che tutto è veloce, tutto è facile, tutto è magia.

Nella vita reale invece le cose arrivano un pezzettino alla volta, e così abbiamo la sensazione di essere sempre all’impasse.

Ogni percorso è fatto di salite e discese, è costellato di intoppi, di difficoltà: la strada che porta alla meta non è sempre dritta, nè tantomeno in discesa.

Per vincere un campionato non bisogna necessariamente vincere tutte le partite: ne è d’esempio il Portogallo ai recenti europei di calcio.

Durante il cammino siamo desiderosi di misurare il consenso, il riscontro ad ogni nostro passo.

Se stiamo facendo bene, se stiamo procedendo nel verso giusto non sono sempre lì tutti a farci il tifo; o magari lo fanno ma in maniera silenziosa.

(Altrimenti si chiama clacque).

Non è che il muratore a ogni mattone posato si aspetta una conferma: ci possono essere dei traguardi parziali, come il completamento di un solaio, ma la casa è completa quando arriva al coperto e anzi mancano ancora tutte le finiture.

L’importante è avere davanti chiara la meta, il punto di arrivo: come quando si va a correre, si punta al campanile della chiesa per avere la percezione della distanza percorsa o residua.
Può capitare nella corsa di cadere (succede anche a Mazinga: lotta-cade-si rialza) l’importante è ripartire, magari correggere l’andatura, imparando dagli errori.

Coraggio, ostinazione, caparbietà, tenacia, follia: tutti ingredienti necessari a coronare un sogno, qualunque esso sia.

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