Coming out

Confesso: è da tempo che non leggo un libro.

Minuto di silenzio.

Ok non ho giustificazioni, ma spiegazioni si.

Durante l’anno non trovo il tempo.

Si sì ok è una scusa ignobile, è una balla.

Cioè il tempo ce lo avrei, come tutti, ma scelgo di impiegarlo altrimenti.

Preferisco nuotare, leggere cose brevi come i blog, scrivere ogni tanto, rileggere ciò che ho scritto se decido di pubblicare poi.

Il problema di leggere un libro è che non riesci a sfruttare che so, la fila in mensa o il rosso al semaforo, devi avere sempre il libro con te, e portartelo dietro anche dove non pensi ti si possa liberare un minuto.

E poi io quando leggo un libro mi immedesimo proprio, mi sento proiettata al di là delle pagine, divento un silente personaggio della trama.
Ci sono storie che non mi danno tregua, quando poso il libro per un periodo troppo lungo mi vien da telefonare ai personaggi per sentire come va, se ci sono novità.

Quando ho letto ‘Non ti muovere’ della Mazzantini mi veniva da prendere Timoteo, scrollarlo forte, e gridargli ‘Oh … Ti vuoi decidere??? Vuoi finalmente prendere una posizione una su ‘sta faccenda???’

Quindi leggere un libro io non lo posso fare a spizzichi e bocconi, devo poterlo leggere tutto nell’arco di pochi giorni.
Al momento (non) ne sto leggendo due, che giacciono sul comodino da parecchio tempo, mi vergogno a dire quanto; la signora che mi aiuta a pulire casa si sarà chiesta se sono libri o soprammobili, perché da una settimana all’altra li trova esattamente nella stessa posizione e li spolvera.
Uno è ‘La banalità del male’ e parla dei processi agli ufficiali nazisti; non è un libro leggero, nè divertente, nè attuale, e non sono troppo curiosa di sapere come andrà a finire.

Un altro è ‘Il piccolo principe’ e l’ho ripescato dopo avere visto il film lo scorso inverno, ma non ho mai avuto voglia di riaprirlo.

Recentemente se ne è aggiunto uno, di cui stento a ricordare il titolo; l’ho visto sugli scaffali del supermercato a un prezzo molto conveniente; il titolo e l’illustrazione in copertina mi sono sembrati adatti ad essere portato in vacanza, una lettura leggera.
Un po’ come quando guidi l’auto, per partire da fermo ingrani la prima, giusto per movimentare il mezzo, poi un po’ alla volta ingrani rapporti più elevati.

Così le mie letture: iniziò con cosette leggere, scaldo i motori e una volta a regime leggo a oltranza. 

Generalmente ciò accade d’estate, in prossimità delle ferie.
Quando ho acceso la miccia è bene che io abbia carburante per alimentare il fuoco, perché a quel punto divento bulimica e tendo a fagocitare qualunque scritto mi capiti per le mani.

Salvo poi scontrarmi con letture troppo complesse ed elevare l’altezza della pila sul comodino.

Ed eccomi al dunque: da un po’ sento parlare di un libro, scritto da una blogger che per me è come un faro nella notte.

Seguo il suo blog, intitolato “L’amore prima o poi arriva. E ti incula”, da alcuni mesi; molti dei suoi follower si dichiarano entusiasti del romanzo che ha scritto.

Ho deciso che devo leggerlo anche io, lo vedo come un pregiato catalizzatore che puó riaccendere il mio piacere per la lettura.

Però io ad andare in libreria a chiedere quel titolo un po’ mi vergognavo.
Fortunatamente il suo libro si intitola molto più nobilmente “La verità vi spiego sull’amore”.
Mi ricorda un po’ un collega che avevo anni fa che a qualunque domanda gli venisse rivolta rispondeva anteponendo ‘ti spiego’.

Decido di sfruttare una passeggiata con le mie bimbe per far tappa in libreria e, senza nemmeno provare a cercare tra gli scaffali, chiedo al libraio direttamente il titolo, citando l’editore.
Il libraio mi accompagna nella zona dove vengono ospitati i vari tascabili, edizioni economiche e libri di nicchia.

Procede a colpo sicuro, dicendo con convinzione ‘Eccolo qua, ma non è Mondadori… È Adelphi’, e mi porge un opuscolo dalla copertina azzurra.

Io nei pochi metri che ci separavano dalla mensola di destinazione avevo provato a obiettare ‘Veramente… Credo si tratti di una cosa piuttosto recente’ aspettandomi un cartonato e non un’edizione economica.

Il libraio incurante delle mie perplessità aveva già individuato il prodotto: lo estrae dalla fila e me lo porge, dissimulando malamente l’orgoglio per averlo trovato così rapidamente.

Io mi sforzo di dissimulare invece la mia delusione: io non voglio leggere uno di quei noiosi libri da intellettualoidi, scritti con dimensione del font formicale (nel senso di paragonabile alle dimensioni di una formica).
Il mio occhio, allenato a scovare le differenze piuttosto celermente, fa centro: ‘Ma questo è “La verità vi PREGO sull’amore”!’ esclamo.

E ripeto il titolo ‘Io cerco “La verità vi SPIEGO sull’amore”‘ aggiungendo il nome dell’autrice, Enrica Tesio.

Penso anche all’ex collega che non aveva mai pregato nessuno, ma la spiegazione la concedeva a tutti.

Il libraio si rassegna a cercare nel computer, accomiatandomi con un ‘È esaurito, ci resta solo l’originale’, con una illazione nemmeno troppo velata al fatto che il libro che voglio leggere io sia un’imitazione.

Continuerò a cercare in altre librerie quel libro che, mi auguro, non sia assolutamente una rivisitazione di ciò che il libraio chiama originale: una raccolta di dieci poesie scritte negli anni ’30 aventi per tema ‘Amore e disonestà’.

E confesso: io dell’originale, se proprio vogliamo chiamarlo così, non avevo mai mai mai sentito parlare.

Però mi dà l’idea di essere uno di quelli che avrebbe potuto alzare la torretta sul mio comodino, mentre l’imitazione, ammesso di trovarla, conto di divorarla in un giorno o due.

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4 Replies to “Coming out”

  1. Ma questo post è eccezionale, Elena! Mi hai fatto morire. (Oltre che aver raccontato il tutto benissimo). Comunque va’ che io leggo poco, è che non si può troppo dirlo, la gente s’incazza con chi vuole scrivere ma non legge. Vado a periodi. E certo, i blog li infili anche mentre aspetti un figlio al cesso. Un libro al cesso io non lo leggo, quelli che trovi sulla lavatrice sono di mio marito. La descrizione del tavolino e della donna delle pulizie mi ha fatto troppo ridere. E tutta quanta l’intera faccenda. Ma poi l’hai letta la Tesio o no, alla fine???

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    1. Si certo… e anche Bussola…. e ci ho scritto due post (uno per ciascuno)… ma vorrei sapere le tue impressioni quando li troverai!!!

      Con l’ebook riesco a leggere un po’ di più ma mattoni come quello che è rimasto due anni sul comodino li abbandono subito!!!

      Mi piace

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