Essere o non essere (sportivi)?

Io non lo so… A questo punto non lo so. Non so se posso ritenermi una sportiva o meno, forse potrei provare a fare uno di quei test che imperversano nelle riviste che trovi dal parrucchiere o nelle sale d’attesa dei medici.

Io lo sport mi limito a praticarlo.

Anzi in realtà ne pratico uno, uno solo.

Dirò di più: ne pratico una parte.

Nuoto, solo a stile libero praticamente.

Non seguo le manifestazioni, non resto alzata la notte per vedere le Olimpiadi, nemmeno i Mondiali, nemmeno la finale del calcio se gioca l’Italia.

Non guardo i gran premi automobilistici, anzi mi addormento se ci provo; non capisco nulla delle partite di basket, tennis, pallavolo.

Non conosco i tuffatori, i ginnasti, i saltatori con l’asta, i discoboli, gli sciatori, i ciclisti.
Un giorno ho fatto da accompagnatrice per l’acquisto di una racchetta da tennis; credevo fosse una cosa da tre minuti, tipo ‘Buongiorno, vorrei una racchetta grazie’

‘E di che colore?’

‘Mah, facciamo gialla’ 

Fine

Invece no: hanno iniziato a disquisire su materiali, peso, tensione delle corde, impugnatura… Quasi serve una laurea in fisica per poter scegliere!

Un’altra volta ho accompagnato mia figlia negli spogliatoi del twirling prima dell’esibizione di fine anno: pensavo fosse sufficiente sfilarsi la tuta e indossare le scarpette.

Invece anche lì tutta una serie di dettagli, dall’acconciatura al trucco al costume di scena per le più grandi, e i lustrini e le cerniere e le calze….

Persino quando ho deciso di acquistare il Carbon (costume da gara): tanti modelli con caratteristiche e prezzi completamente diversi, e io pietrificata non sapevo quale era più idoneo a me.
Eppure se mi capita di vedere in tv, o di leggere qualcosa in merito, resto affascinata.

Ho visto uno spezzone della gara di tiro con l’arco.

Che è? Uno sport? Pensavo fino a un istante prima.

Poi vedo le atlete: sui loro volti leggo una concentrazione che mi fa accapponare la pelle, da quanto è intensa.

Rifletto sul loro stato d’animo: sono sotto gli occhi del mondo intero.

Per questo sono arrivate sul campo gara preparate, non solo dal punto di vista atletico, ma anche estetico, come un attore prima di entrare in scena.

Sugli spalti con loro ci sono i genitori o i familiari: sacrifici di una vita affrontati insieme; tante vittorie e altrettante sconfitte hanno preceduto questo momento.

Il vero successo è già essere lì, ma può essere di più ancora, può valere una medaglia olimpica.
Sferrano la freccia dal loro arco dopo aver mirato il bersaglio; osservano la traiettoria; mantengono l’arco dopo che ha scoccato il dardo; il rinculo viene assorbito con una rotazione.

Indossano una fascia per assicurarsi lo strumento addosso: chissà quanti dettagli vanno ponderati per individuare la configurazione ottimale.

Quando la freccia colpisce il bersaglio incassano il loro punteggio di merito.

Mentre penso tutto questo ne vedo una che arriva dritta al centro, appoggia e conficca la punta laddove un ipotetico compasso ha appoggiato la sua per tracciare la circonferenza più esterna: mi sento percorsa da un brivido di gioia, esulto.

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5 Replies to “Essere o non essere (sportivi)?”

  1. Il tuo e’ sport allo stato puro,senza fanatismi e sovrastrutture!
    Cosa c’entra la pettinatura con il twirling , o, ricordo , la mutanda col pizzo con il tennis?

    Se poi pero’ penso che produrre questi orpelli addizionali, da’ lavoro a tanta gente , allora lo chiamo business e me lo faccio andar bene…

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  2. Ciao, sono un’arciera e leggere di come hai osservato i dettagli del tiro e di come ti ha emozionato mi ha fatto molto piacere. Dietro il tiro con l’arco c’è un mondo, una preparazione e una passione che difficilmente si possono capire se non lo si pratica pratica. Ci si allena tutti i giorni e per molte ore per poter fare centro a 70 metri. E’ bello leggere che emoziona anche il pubblico.

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    1. Grazie! Sono a mio modo sportiva (nuoto) e so che quello che viene apprezzato a livello televisivo purtroppo è solo la punta dell’iceberg del lavoro che ci sta dietro. Quella domenica ho visto le arciere che poi sono passate alla cronaca nel modo scorretto…

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