Sciacca (#2)

Il vento sferza sulla sabbia che ci colpisce come una micro sassaiola: diventa difficoltoso anche il pranzo al sacco. Non riesco ad immaginarmi come si possa soggiornare a Fuerte Ventura, un posto che del vento forte ha fatto il toponimo. 

Ripieghiamo su una passeggiata per Sciacca.

Ero stata a Sciacca all’età di tre anni e ne avevo un ricordo più che altro immaginario di un paesino minore scarsamente turistico, ma molto paesaggistico.

Adesso a vederla mi ricorda Napoli, con i palazzi alti, la biancheria stesa fuori e la gente per le strade; mi ricorda Mykonos, con le salite, le discese e le viuzze strette; mi ricorda La Havana per le bancherelle; mi ricorda Genova, città di porto dove sembra impossibile parcheggiare l’auto, salvo un colpo di culo clamoroso che ci permette di lasciarla in zona centralissima su striscie bianche.

Lì vicino la piazza, dove stanno allestendo per un concerto. Mia nipote F. mi rivela la presenza di alcuni pokemon nei paraggi, così finalmente anche io ho l’onore di prendere visione di questa tanto chiacchierata app, che per mantenere un po’ di credibilità non ho scaricato.

Per chi fosse curioso si tratta di una versione particolare di Google Maps dove ogni tanto blinka qualcosa che con un virtuale lancio di palla puoi colpire e catturare.

Molto più dei Pokemon mi colpisce un’altra meraviglia: la via degli ombrelli; tutti colorati, dei colori dell’arcobaleno, disposti nello stesso ordine, rosso arancio etc, aperti, sospesi con fili invisibili a circa cinque metri da terra.

La passeggiata lungo questa via si rivela complessa tra le macchine (purtroppo la zona non è pedonale), tra bambine che non vogliono camminare e bambine che vogliono farlo con troppa autonomia: ci rifugiamo in un pub per l’aperitivo; è qui che scopro l’esistenza di un’invenzione rivoluzionaria: la tavoletta doppia del water.

Io credo andrebbe istituita di standard nei locali pubblici: un marchingegno che sdoppia la classica asse da adulti e fornisce una versione incorporata da bambini, senza bisogno di riduttori o ciambelle.

In questo pub seguiamo un po’ di olimpiadi (golf e canoa) assieme ad altri simpatici avventori: la gente del posto è molto socievole, ed è un piacere scambiare qualche parola con loro.

Dopo cena ha inizio il mio percorso gastronomico sull’isola: mi gusto il primo cannolo siciliano, un croccante involucro ripieno di una dolcissima crema alla ricotta.

(To be continued)

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