Lido dei fiori (#5)

Un’altra delle cose che non mi aspettavo è che l’acqua del mare fosse fredda: abituata al brodo dell’alto adriatico o al mar rosso o ai Caraibi… E invece brrr: chissà fare la traversata dello stretto, mi ci vorrebbe il mutino.
Mentre procedo gradatamente bagnando via via caviglie, ginocchia, inguine, mia nipote F. mi sorprende con un’altra domanda inaspettata: saranno trascorse tre ore dalla colazione?
Cioè, cado dalle nuvole: esiste ancora questa regola che per mia fortuna non sono mai stata tenuta a rispettare???

Per tutto l’anno vivo nella costante attesa del momento del mare, come un pesce che esce dall’acqua e agogna di ritornarci.
Ci sono persone che al mare si annoiano, come a me succede in montagna.
Chiariamo: anche a me dà fastidio la salsedine che irrita la pelle, la sabbia che si appiccica, la pelle unta di crema che attira la sabbia, il costume umido, le mani inutilizzabili perché costantemente infarinate.

il fuoco e l’acqua

con certa calma

serata di vento

(Tonino Carotone)

Però adoro quella zona di confine tra i quattro elementi: aria (il vento), terra, acqua e fuoco (il sole); adoro il gioco di luci e riflessi prodotto dal riverbero del sole sull’acqua increspata; adoro il profumo di aria pulita; adoro il suono ritmico e rilassante e perpetuo dello sciabordio, che sovrasta tutti gli altri rumori; adoro la sconfinatezza offerta allo sguardo, che cerchi sempre di vedere al di là, di scorgere l’altra sponda.
Mi perdo a rimirare il continuo andirivieni di persone lungo il bagnasciuga, una passerella di corpi umani con forme, colori, proporzioni diverse, tutti vestiti in maniera minimale con costumi di colori e fogge differenti, alcuni tatuati, alcuni ornati da piercing, alcuni completamente naturali.
Strappo brandelli di conversazioni, tenute con inflessioni linguistiche diverse, e le immagino quando i bagnanti camminano in silenzio o sono troppo distanti perché io possa sentire.
Tra tutte queste figure sopra a tutte mi piace l’onnipresente coccobello, sempre abbronzato, sempre tonico, che riesce a fare affari vendendo una cosa che ti stanca la mandibola a masticare, che non ho mai capito chi lo comperi, dopo averlo assaggiato una volta.

(To be continued)

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