Il castello incantato (#7 – bis)

Nella mattinata di ferragosto, il giorno precedente a questo, abbiamo visitato un sito suggestivo, chiamato appunto castello incantato.

Il castello incantato non è un castello; è un posto che ospita la produzione artistica di Filippo Bentivegna, esponente di spicco dell’art brut.

L’art brut è la produzione artistica degli ignoranti, coloro che fanno senza aver studiato, quindi senza condizionamenti provenienti dall’esterno.
In questo mi sento anche io appartenere al gruppo.
Filippo Bentivegna era un saccense (abitante di Sciacca), emigrato negli Stati Uniti in cerca di fortuna. Nel suo soggiorno americano aveva subito un violento pestaggio, a causa del suo amore per una ragazza, che lo aveva mandato in coma per tre giorni. Dopo il risveglio dal coma ne era uscito cambiato, probabilmente ne erano state ridotte alcune facoltà mentali, o comunque aveva subito un’alterazione del carattere, ed aveva iniziato a scolpire. 

Facce, ovunque. 

Sulla pietra, a migliaia; sul legno del fusto degli ulivi; radeva anche gli animali lasciando il disegno dello stesso soggetto.

Buona parte di questa produzione è ospitata nel castello incantato appunto, di cui lui si era proclamato principe, definendo quelle facce ‘i suoi sudditi’. Il castello ospita anche due piccole costruzioni, le cui pareti interne sono graffitate con i grattacieli che aveva visto negli Stati Uniti, e con numerosi simboli fallici.

Il sito è a dir poco inquietante: facce, facce e ancora facce, disposte in bell’ordine su una collinetta.
Il gestore ci invita alla serata del martedì in cui si cena tra gli ulivi, degustando prodotti tipici della Sicilia e ascoltando un complesso che suona musica folk.

È possibile ripetere la visita del sito, ma anche no.
Assaggio finalmente le arancine, o arancini, e mangio nuovamente le panelle, le polentine fritte fatte con farina di ceci, stavolta però dentro il pane.

È una bella serata: si cena in tavolate comuni dove faccio la conoscenza di una famiglia di Napoli che ci racconta le vicende del fratello di lui, fidanzato per un periodo con una nostra concittadina.

Purtroppo si fa tardi e le bimbe, la piccola truppa, sono molto stanche, quindi dobbiamo abbandonare anzitempo la cena.
(To be continued)

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