Ancora lido dei fiori (#12)

È assodato che Gaudì rimaneva ore e ore seduto in riva al mare a lasciarsi scorrere la sabbia bagnata tra le dita, facendola colare su se stessa goccia a goccia, sennò come l’avrebbe inventata la Sagrada Familia? Sono convinta che quei pinnacoli dalla superficie globulosa abbiano tratto spunto proprio da questo tipo di castelli di sabbia, gli unici che mi riescano.

Poi passo a riflettere circa il moto ondoso: contrariamente a quanto si pensi, o meglio a quanto io pensavo prima di studiarlo a scuola, il moto ondoso non trasporta materia. La materia si alza e si abbassa, ma non viene trascinata in avanti.

Un po’ come quando si sbattono i tappeti, lo stesso accade per le onde: non vengono avanti, anche se in apparenza è così.

Casomai a trasportare la materia ci pensano il vento e la marea: i messaggi nelle bottiglie giungono a riva grazie ad essi.

A forza di fare castelli di pinnacoli e rimuginare sulla fisica delle onde, vien voglia di un gelato.

A dire il vero per me e le mie figlie, è sempre ora di gelato.

Faccio promettere a Viola che camminerà fino al bar, e così va.

Sofia sceglie un ricoperto, io e Viola un cornetto (a ciascuna il suo chiaramente).

Il ricoperto di Sofia è poco soddisfacente e presto lo finisce, chiedendo anche il cornetto. Viola mangia tutto il suo, infilando naso, bocca, occhi e pancia dentro il cono.

Anche lei ne vuole un secondo. Per par condicio le prendo un ricoperto. Appena ho pagato lei mi guarda e chiama lacaccalacacca. Vabene ora andiamo dico, faccio per prenderla in braccio e capisco che non è un’avvisaglia, ma un fatto compiuto.

Cerco un wc, con le mani occupate da gelati e portamonete, e sistemo il fattaccio sul lato B.

Quando usciamo ha ancora tutto il lato A sporco di cioccolato: ad una signora ispira simpatia e la commenta ‘guarda che bella bimba… Come sei tutta sporca di Nutella’.

‘Eh… Fosse solo per quello signora’ considero!
La sera ceniamo a Sciacca: l’aria è calda, sono rimasti pochi turisti, 

A vederla adesso non sembra nemmeno 

Che sia lo stesso cielo la stessa città

La piazza è ancora allestita col palcoscenico ma nessuno canta; però diverse persone stanno sedute in platea, e guardano: guardano il mare, guardano la gente che passa, guardano il cielo.

Sul più bello che ci stavamo abituando, la vacanza è agli sgoccioli.
(To be continued)

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