Save the date :)

Alle porte del tanto discusso fertility day è stato già detto tutto, fino alla nausea.
In genere quando si aprono questi casi mediatici evito di esprimermi, sto a guardare e mi gusto lo spettacolo. 

Mi pongo alcune domande:

ad esempio perchè il 1 settembre è esplosa la polemica? perché non il 30 agosto? chi ha fisicamente lanciato il sasso?

poi chiaramente sono stata investita da tutta la polemica, un popolo insorto contro la Lorenzin, compatto.

Ma sarà veramente lei la promotrice? O ci ha messo solo la faccia? 

Di solito in tutte le faccende c’è del buono e del marcio, non sempre in parti uguali, ma c’è.

Questa butade sarebbe stata contrastata in modo plebiscitario, era chiaro: io sono stata alla finestra ad attendere coloro che approvavano l’iniziativa.

Mi sono anche chiesta: in quanti hanno verificato le vere intenzioni dell’iniziativa? ahimè temo che tutti si siano limitati ad ascoltare o leggere ciò che altri hanno postato sui social network.

Le critiche alla campagna è inutile che le ripeta: la difficoltà a procreare dipende anche da incertezze economiche, lavorative, dalla mancanza di materia prima (leggi di un uomo); la procreazione non è interesse pubblico ma privato, le difficoltà biologiche che molte coppie incontrano e avanti.
Io sono ovviamente daccordo con tutte queste obiezioni, faccio parte di chi non approva la campagna.
La cosa più centrata che ho letto è stata ‘ma possibile che nessuno tra tutti coloro che hanno contribuito a portare avanti l’iniziativa abbia detto “ragazzi fermi tutti, ma che merda stiamo facendo?”
Il problema è che, a parte la grafica sgradevole con cui è stato sbattuto in faccia (a me sto primo piano troppo vicino, con la clessidra che sembra te la voglia dare in testa, mi mette inquietudine) di fondo il messaggio è vero e scomodo: la fertilità, in particolare quella di una donna, copre un arco temporale limitato nel corso della vita.

E non lo ha deciso il nostro ministro.
Io sono una che i figli li ha fatti tardi per deliberata scelta: non mi mancava nessuna delle condizioni che tanti hanno recriminato; avevo marito, casa, lavoro stabile.

Io sono una di quelle a cui la campagna si sarebbe rivolta, se fosse stata lanciata pochi anni fa.

Io sono una di quelle che ha preferito aspettare il momento più opportuno, perchè sapevo che da lì in poi la mia vita sarebbe cambiata in via definitiva.

In meglio, in ultima analisi. Ma vieni comunque privato di alcune libertà.

Perché, nonostante fossi consapevole del rischio che correvo, un figlio è per sempre: non è che fai una prova dalla quale puoi anche tornare indietro.

Col senno di poi ripeterei le stesse scelte, correndo tutti i rischi che ho corso, perché la libertà di cui ho goduto è stata importantissima per me, e non ritengo di dover rendere conto a nessuno dei motivi.

Dopo le rinuncie pesano meno.

Dei dubbi che solleva la Lorenzin mi ero consultata con lo specialista, la quale mi ha rassicurata che si, la fertilità diminuisce con l’età, e comunque il calo inizia dai 25 anni.

Io a 25 anni una deliberata scelta in questo senso, cioè di cercare un figlio, non me la sarei proprio sentita. E, obiettivamente, nemmeno a 30 nè a 35. 

Ho letto post aberranti di gente che accusa coloro che aspettano, come ho fatto io, di essere estremamente narcisista, e che è meglio non generi figli narcisisti a sua volta.

Io comunque, anche dopo la nascita delle mie figlie, ho mantenuto incontaminato lo stesso narcisismo, che vada al diavolo chi ha scritto ste brutture.

Ho letto di gente che dichiara che no, non lo sapeva, pensava che fare un figlio fosse molto più semplice, più immediato: l’ingenuità è una brutta bestia.

Tempo fa frequentavo un gruppo fb in cui diverse donne si sfogavano contro la suocera: tra queste c’erano alcune mamme e altre no.

Un giorno è nato un dibattito sul diritto all’interferenza della suocera sul tema figli / si / no / quanti / quando.

Davanti a tante che sostenevano che i figli si devono fare in età giovane sono intervenuta, raccontando la mia posizione di mamma vecchia e felice.

Il giorno successivo ho ricevuto un messaggio privato da una che mi diceva “quando hai affermato di essere vecchia non ce l’ho fatta a reggere la curiosità e ho spiato il tuo profilo: ma siete bellissime, tu e le tue bimbe!!!”

Ho sufficiente consapevolezza della mia presentabilità ma mi ha fatto enormemente piacere venire convalidata da una perfetta sconosciuta nel mio ruolo materno: siete bellissime non l’ho inteso individualmente, una a una.

Siete bellissime era riferito a noi tre, io e le mie bimbe: era un ‘siete in armonia, non sei fuori luogo con loro’.

Perché la scelta di attendere mi ha messo in una posizione anomala: sono una che ha i bimbi piccoli quando tutte le mie coetanee li hanno più vecchi, mentre le mamme dei bimbi dell’età delle mie figlie sono più giovani; dovrei sentirmi sempre fuori luogo, invece mi sento di essere scivolata ad una generazione dopo.

Alcune mie amicizie sono rimaste incrinate sotto il peso dell’insistenza della domanda “e tu quando fai i figli?”; ora che li ho mi rendo conto di quanto sia un’esperienza meravigliosa, ma mi astengo dall’insistere con gli altri sullo stesso tema.

Perché non posso sapere se il loro è non volere o non potere ma di base non sono fatti miei.

Questa domanda posta gratis è a dir poco irritante, fatta con i soldi di noi contribuenti è inaccettabile.
L’unico grande rammarico che ho, è che i miei genitori non abbiano potuto conoscere le mie figlie, godersi le nipoti; ma questo è dovuto alla prematurità della loro scomparsa molto più che alla tardività della mia procreazione.

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24 Replies to “Save the date :)”

      1. Ti sei espressa perfettamente. Davvero. Ripeto, è un’iniziativa talmente scomoda che, esprimersi lucidamente e con parole educate, è un’impresa. Ma tu hai raccontato la tua storia e espresso la tua opinione con sincerità e delicatezza. E mi è piaciuto più di tante altre cose lette in giro.

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      2. È un argomento che mi sta parecchio a cuore e l’iniziativa fortunatamente è arrivata ben dopo la nascita delle mie figlie, il che mi ha permesso di essere serena a riguardo. È il mio cent per un educato gesto dell’ombrello

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      3. Credo che questa iniziativa non l’abbia presa bene nessuna donna sana di mente. Le domande sulla maternità sono quasi sempre fuori luogo. Hai figli? Perché non hai figli? Ma ne vuoi? Perché non ne fai un altro? E un fratellino? E una sorellina? Insomma…nessuna di noi è, purtroppo, immune a questo tipo di invadenza e maleducazione. Il governo italiano ha tanti difetti. Questi poteva risparmiarseli!

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    1. Io ti ringrazio, davvero. Mi fa bene sapere ogni tanto che molti dubbi che mi attanagliano mentre scrivo non hanno ragione di essere…
      Ho sempre il timore che quanto scrivo possa essere troppo personale; o troppo perentorio; o perfettamente privo di interesse…
      Questo post in particolare l’ho palleggiato un bel po’ e poi mi son detta ‘questo è il giorno, o lo pubblico ora o mai più’… Mi son tappata occhi naso orecchie e ho cliccato…

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      1. Si io per prima rileggo volentieri i miei post più ‘profondi’. Ma sono di natura piuttosto riservata e preferisco rivelare una cosa in meno che una di più.
        Vige il “hai il diritto di tacere / tutto ciò che dirai potrà essere usato contro di te” dei polizieschi americani

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  1. Il “fertility day” secondo me è stato del tutto inopportuno.
    Sei uno Stato con la “S” maiuscola volesse davvero fare qualcosa per la procreazione, dovrebbe farlo a livello di walfare: almeno un anno intero di stipendio pagato al 100% (non al 70%, poi 30%, poi ZERO%), agevolazioni SERIE sull’acquisto di beni per l’infanzia (come fanno per esempio in Germania) (dai pannolini al latte in polvere), sgravi fiscali IMPORTANTI per chi ha figli (non le ridicole detrazioni che abbiamo oggigiorno), asili nidi statali gratuiti e aperti a tutti (non a numero chiuso e costosi), etc etc.
    Invece si preferisce uscire con slogan e locandine (quanto mai inopportune) invece di voler davvero affrontare il problema.

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    1. sul discorso anno di stipendio non sono d’accordo, è giusto tornare a lavorare anche perchè a seconda del lavoro che fai farsi sostituire per un anno non è fattibile, e diventa così difficile per le donne trovare lavori “qualificati”. é tutto il resto che manca: come dici tu in Germania o nei paesi del nord ci sono seri contributi economici e nidi gratuiti. Cose che aiutano davvero le famiglie a non dover fare i conti in tasca prima di mettere al mondo un figlio

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      1. Ciao Francesca.
        Io volevo solo fare degli esempi, ma il fatto è che non si fa abbastanza (a livello economico e lavorativo) per le famiglie e per le mamme in particolare.
        Poi il “cosa” e il “come” possono essere discussi.
        Ma da noi non se ne discute affatto, o non a sufficienza.

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  2. Credo che prima di fare una campagna sulla fertilità e sulla necessità di fare figli prima bisognerebbe pensare a come sostenere le famiglie che hanno figli. Se conimci a dover pagare 600 euro di nido per poter andare a lavorare probabilmente qualche coppia aspetta anche “di guadagnare un po’ di più”. Io ho fatto figli tardi per, come dici tu, “mancanza di materia prima” e devo ammettere che un po’ di ansia che passasse il tempo l’avevo, perchè era una cosa che desideravo. Detto questo però, il desiderio di maternità è una cosa che ti nasce dentro, non sarà certo una campagna pubblicitaria a fartelo venire, così come chi ha scelto di non avere figli non vedo perchè debba sentirsi offeso. La ritengo semplicemente una campagna inutile.
    Adesso ho 40 anni e figli piccoli, ma mi sento molto più giovane di tante trentacinquenni che hanno già l’aspetto di “sciure” vissute e che si comportano quasi da pensionate, con grande gioia dei miei figli per il mio essere una mamma “poco convenzionale” o “poco normale” come dicono loro.
    Non credo che essere mamme a 40 anni per scelta sia sinonimo di egoismo, l’aver vissuto tante esperienze può solo secondo me aiutarti a sceglere con consapevolezza, perchè le rinunce per chi come noi ha fatto una “vita piena” sono davvero tante.
    Io ti conosco Elena, e considero me e te due quarantenni non convenzionali, e a tante giovincelle noi “daremmo ancora la biada” (come si dice dalle mie parti) da tanti punti di vista, a riprova del fatto che l’età non è solo anagrafica.
    Se mi permetti una parentesi però una cosa che condanno apertamente è fare i figli “oltre natura”, quando gli anni non sono solo 40 o 45 ma cominciano a superare i 60. Perchè allora sì che secondo me diventa egoismo, quando il desiderio di un figlio ti fa dimenticare il suo stesso interesse, e ti porta a volere il tuo bambolotto noncurante del fatto che magari quando lui da adulto vorrà confrontarsi con te, tu potresti non esserci.
    In conclusione trovo proprio la campagna “sbagliata”, fatta usando modi sbagliati. Sembra che la vita sia solo quello (certo è molto ma non è tutto) e sembra che il problema sia esclusivamente il “tempo”, ma bisogna essere consapevoli del fatto che in Italia spesso è un problema di “condizioni al contorno”.

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    1. No beh quello dei figli a 60 anni è tutto un altro circo …
      Quanto all’essere non convenzionale, io mi ritrovo in quello che dici perché quando vedo le ‘sciure’ o ‘mammette’ mi vedo assolutamente diversa… Ma magari loro pensano altrettanto di me…

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  3. Hai riassunto benissimo. È proprio la questione dell’interferenza in una scelta (quando ci sono le condizioni per chiamarla tale) privata, che disturba. Ci si dovrebbe limitare a dire “se volete fare figli, fateli coscientemente e se non volete farli non fateli, altrettanto coscientemente”. Mi indispettisce questo tentativo di plasmare la libertà personale o di giudicare la condizione di donna senza figli come intrinsecamente incompleta. Al contrario stimo tantissimo mamme come te, che non si sono fatte condizionare dall’esterno e che capiscono la molteplicità delle situazioni, e le storie e le scelte tutte diverse di tutte le donne diverse.

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