Un gancio in mezzo al cielo

Non serve essere esperti sciatori per conoscere i tipi di impianti di risalita. Tra questi esiste lo ski-lift, per tratte brevi: corre parallelo alla pista, ti ci attacchi al volo, la corda di acciaio si allunga (magari l’assistente ti aiuta ad afferrarla) e ti trasporta su fino in cima alla pista da cui scendere.

A volte mi si materializzano in testa di questi ganci in mezzo al cielo (me li immagino così quelli di cui canta Baglioni) e i miei pensieri si lasciano trainare per un tratto.

Ad esempio, mentre leggevo la parte iniziale (autobiografica) di OnWriting, l’autore Steven King narra che suo fratello, quando erano ancora piccoli, lo aveva portato in un bosco; a Stevie era occorso un bisogno, di ‘spingere’.

Il fratello maggiore gli aveva risposto che erano troppo lontani da casa, la facesse lì dietro un albero.

“Ma come farò a pulirmi?” aveva espresso le sue perplessità pratiche il piccolo Steve.

“Usa delle foglie, ce ne sono ovunque”

Il caso voleva che vicino a Steve si trovasse una pianta tossica, e l’operazione gli fosse costata una brutta irritazione alla zona perianale.

Il buon Steven King in questo passaggio è l’ausialirio che mi allunga lo ski-lift: afferro il gancio e ripenso ad un episodio accaduto una ventina di anni fa.

Vivevo con i miei genitori e mia sorella di quattro anni di meno, che frequentava il liceo o forse ancora la scuola media.

La prof. di scienze le aveva assegnato un esperimento da fare a casa: preparare una soluzione di acqua e idraulico liquido (idrossido di sodio!) e metterci dentro un foglio di carta stagnola.

E lei aveva preparato diligentemente la soluzione, tenendo addosso i guanti, facendo attenzione a non spandere.

Nel giro di poco il foglio di alluminio si era disciolto: oooooooohhhhh (stupore).

Fine dell’esperimento, gaudio per la riuscita: dove si butta il tutto? Ovviamente non c’è destinazione più adatta della tazza del cesso.

Tazza sulla quale io poco dopo sono andata ignara a sedermi.

Sentivo anche un po’ pizzicare ma chissà… Ad un certo punto il bruciore diventa insostenibile: mi alzo e chiamo aiuto per la casa (sarà così che i format dei quiz televisivi hanno ideato l’aiuto da casa?).

La spiegazione arriva candida: qualche schizzo durante lo smaltimento dell’esperimento deve essere rimasto sull’asse.

A volte non serve andare nel bosco per provare il brivido dell’avventura!

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