Expo 2015

Volgeva al termine lo scorso anno in questo periodo l’esibizione internazionale più famosa, che per il 2015 aveva avuto sede a Milano.

Quello che segue è il racconto della mia esperienza.

“L’unico posto per cui non fai la fila è il bagno” mi avevano detto; ma è impreciso: diciamo che puoi non fare la fila per il bagno, se sei fortunato.
Altrimenti fai la fila per tutto: al padiglione del Marocco c’era una tale fila che ci voleva meno ad andarci, in Marocco direttamente intendo.

Mi ero ripromessa di saltare quei padiglioni in cui la fila era di 120 minuti; e non è stato difficile, perché file da 120 minuti non ce ne erano. Per il Giappone l’attesa prevista era di 240 minuti, più 50 per la visita.
Più o meno fanno 5 ore, che è più di mezza giornata lavorativa.
Inutile dire che ho rinunciato.

Punto direttamente al Kazakistan, consigliato da tutti quelli che ci sono già stati. Bene: qui ho fatto una prima fila per arrivare da un tizio che diceva che la fila iniziava là; e per metterti in fila (ordinata) dovevi fare prima una fila disordinata. La fila per chiedere dove fare la fila per mettersi in fila. Una matrioska di file.
Rinunciato. (Si parlava di 7 ore tra attesa e visita).

Per alcuni padiglioni minori la fila si snodava in incognito: sembrava poca, poi giravi l’angolo e scoprivi che si estendeva sui 4 lati della struttura; comunque procedeva spedita e nel giro di 40 minuti eri dentro. E una volta dentro mi sono sentita come ai musei vaticani: tutti col naso per aria a guardare ma senza soffermarsi, nè tantomeno fermarsi.

Mentre attendo e avanzo osservo i soliti furbi che si inventano le scuse più disparate per saltarne un pezzo o tutta; uno dietro di me commenta che in realtà ‘il bello’ è fare la fila, poi dentro non c’è granché. Lo dice scherzando ma sotto sotto c’è un fondo di verità.

Peró mi aspettavo di vedere qualcosa di più che filmati, che se un film di tre ore al cinema può sforare nel noioso non so dopo ore di attesa che filmato devono mostrarmi perché ne valesse la pena.

Uno dei padiglioni senza fila era quello del Veneto: beh vediamo un po’ cosa ci rappresenta nel mondo mi sono detta.
Ahimè le indicazioni non erano chiare, mi sono ritrovata in una sala in cui si propagandava l’imprenditorialità al femminile; davanti a me un gruppo di tre uomini molto più delusi di me nello scoprire che era un’esposizione un po’ off topic.

Dicevano che col passeggino si saltavano le file, e quasi mi dispiaceva di aver trovato una collocazione per Viola ed essere andata da ‘single’. C’erano famiglie che pur di portare il bimbo in passeggino avevano sedato quello in loro possesso (8 anni compiuti e oltre), e promesso un futuro da collaudatore di videogiochi: credo che esistano passeggini con le sospensioni rinforzate. 

E comunque il risparmio di fila non sarebbe valso lo stress di avere un infante da gestire tutto il giorno in mezzo a più di centomila persone.

Centoepiumila persone che si muovono senza regole, in un flusso disordinato, alla caccia del selfie più trendy, del panino più onto, della birra, delle patatine, del gelato, della foto di gruppo, degli elementi del gruppo persi qualche decina di metri indietro a farsi i selfie.

Tra questi oltre ai normali pedoni, ci sono i bimbi in passeggino, le carrozzine dei disabili e anche le motorette elettriche di chi disabile non è ma gli farebbe tristemente comodo esserlo. Più le biciclette dei gelati algida e i furgoncini del recupero immondizie. In poche parole un caos.

In mezzo a tutta questa gente statisticamente puoi incontrare qualcuno che conosci, tipo io ho trovato una famiglia di compaesani.
Ma a guardare in faccia la gente mi sembrava di (ri)conoscere tutti.

Mi avevano detto che potevi sbizzarrirti nel mangiare i piatti più svariati… Ma non mi avevano avvisata che anche per quelli c’erano file interminabili (nella foto una fila di gente per le patatine del Belgio; lungo il percorso cartelli che avvertivano che quella era la coda solo per le patatine).

Se vale la pena di andarci?
SI
Sì perché è un evento straordinario che in Italia, a poche centinaia di km da casa, non si ripeterà mai più finché campo; un evento che ha condotto alla costruzione di opere architettoniche variegate, maestose ed apprezzabili, che anche a vedere solo dall’esterno ti avvincono con la loro magia.

Una serie di monumenti moderni, bellissimi e memorabili, forse anche più dall’esterno, che una volta che ci sei dentro ne vieni inghiottito e perdi un po la visione di insieme.
Mi resterà la curiosità di sapere cosa c’era dentro, oltre ai filmati proiettati sui muri. Magari me lo racconterà con pazienza (la stessa che ha profuso nell’attesa dell’ingresso) chi ci è stato.

Annunci

4 Replies to “Expo 2015”

  1. Dico la verità, io ho scelto di NON andarci.
    Se devo stare lì diciamo 12 ore, di cui 8 solo per stare in fila e 2 tra mangiare andare in bagno ed orientarmi, allora non fa per me.
    Sicuramente mi sono perso qualcosa, ma io non avrei sopportato (e nemmeno la mia famiglia) attese così lunghe.

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...