Addio Freddy

Il 24 novembre 1991, esattamente oggi di 25 anni fa, scompariva Freddy Mercurie.

Adoro i Queen, di cui lui era cantante, penso di conoscerne tutte le canzoni, anche perché a un certo punto hanno smesso di scriverne quindi mi hanno lasciato tutto il tempo per studiarle.

I Queen, che io sappia, sono l’unico gruppo che si autoreferenzia da una canzone all’altra, un po’ come fa nei suoi film Quentin Tarantino, uno dei miei registi preferiti: citano le fat bottom girls, a cui hanno dedicato una canzone, anche in I Want to ride my bycicle.
Tra le loro canzoni non saprei quale indicare come preferita: forse Bohemian Rapsody che ha i toni dell’opera lirica, inizia con la descrizione di un atto criminale in due semplici righe

“Mama, just killed a man

Put the gun against his Heidi 

Pulled the trigger now he’s dead”

L’omicidio, azione scellerata ed ingiustificabile, è in realtà semplicissimo da commettere: la durezza del risultato non ha nulla a che fare con la facilità con cui si svolge l’azione.

Nella canzone l’uomo, condannato a morte, si rivolge alla madre, colei che incondizionatamente lo ama, e la saluta, dicendole che se domani non lo vedrà tornare “vada avanti, come se nulla importasse”, spostando magistralmente tutto il dramma dalla vittima al carnefice.
O forse Somebody to love, che contiene la più lapalissiana delle verità “each morning I get up I die a little”, enunciato vero a prescindere, si invecchia un giorno dopo l’altro.
O forse We are the champions, che dopo una gara ci sta sempre bene (‘no time for loosers’!).
O forse I want it all che riassume benissimo i miei desideri (‘I want it all and I want it non ‘).

O forse Living on my own (da solista) con l’incipit ‘sometimes I feel I wanna break down and cry’ che richiama frequenti miei stati d’animo.

Ma probabilmente quella che mi si addice di più, che descrive perfettamente il mio modo di essere penso sia Don’t stop me now, perchè quando mi faccio prendere la mano viaggio inarrestabile come un treno in corsa, dritta verso la meta ‘I’m a satellite on my way to Mars’. 

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12 Replies to “Addio Freddy”

  1. Grandissimi! Anche io li adoro, soprattutto gli album degli anni 70, fino a The game, dove tradendo la loro storia cominciarono ad usare i sintetizzatori. Eppure, anche se con una qualità differente, continuarono a tirare fuori buoni pezzi. Riguardo Bohemian Rapsody lessi in in’intervista a Mercury che in realtà è un racconto metaforico riguardo la sua omosessualità ed il momento in cui lo confessò alla madre

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  2. Ho iniziato ad amare i Queen dall’album “The Miracle”, che fu poi il primo che mi comperai. “I Wanti It All” rimase a lungo la mia preferita, insieme ovviamente al gioiello di “Bohemian Rapsody”, immensa come testo e musica.
    A queste si sarebbe poi aggiunta “Innuendo”, preludio di un addio.

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