Dicembre

Dicembre è il mese dell’ansia da prestazione: si vorrebbe concludere tutto ciò che si è iniziato negli 11 mesi precedenti, e anche ciò che non si è mai iniziato!

‘Dai che ci vediamo prima della fine dell’anno per farci gli auguri’ si dice, e così si genera un’agenda di appuntamenti, pranzi, cene, ritrovi che manco il console.

Che poi il ritrovo, proposto come innocuo, maschera insidie di presenti e pensierini che richiedono preparativi a monte; il tutto sarebbe molto bello se lo stesso mese non fosse considerato a tutti gli effetti un mese lavorativo!

Ci si aggiunga che inizia a fare piuttosto freddo: la nebbia, la neve, la pioggia… il traffico impazzisce, i parcheggi scarseggiano.

Per fortuna c’è l’usanza di accendere luci e luminarie, di tingere tutto di rosso, perfetto per fugare la tenebra.

Anche gli scampanellii secondo me hanno la stessa origine: quando ci si vede poco bisogna potenziare gli altri canali sensoriali, si avverte una presenza tramite il suono che questa emette.

Invece i babbi natale pencolanti dal terrazzo non me li so spiegare, forse hanno lo scopo di fugare i ladri, che vedendo già qualcuno che furtivamente si insidia (o abbandona) nelle abitazioni rinunciano a visitarle.

Circa un mese fa ho visto un babbo natale fuori da un pergolo e mi son stupita ‘di già?’

Invece era un uomo con barba bianca e maglione rosso che si sporgeva per appendere delle mutande allo stendibiancheria.

Ma poi tutta quest’ansia è ingiustificata, perchè quello che si può si fa, poi con l’anno nuovo si resetta tutto, si gira pagina e si riparte da capo, scurdamoce ‘o passato.

Un po’ come quando a scuola si voleva fare stare tutto su una riga del quaderno mentre si scriveva, opponendosi all’esigenza di andare a capo e dividere in sillabe; poi si girava pagina e nessuno si ricordava più di quello che era: col nuovo anno si gira pagina e si ricomincia.

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5 Replies to “Dicembre”

  1. Io a lavoro in Dicembre corro come un pazzo, ho tantissime cose da fare e scadenze, ma non è cattiva organizzazione, è solo che sono operazioni non anticipabili e da fare secondo schedulazione.
    Nella vita normale, invece, me ne sto abbastanza tranquillo, perché cerco di evitare impegni che mi mettano ansia o a cui non ho voglia di partecipare.

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  2. Io ho dovuto adottare uno stile di vita più’ “liscio” , recentemente , e ho scoperto che molte delle cose che ritenevo essenziali erano invece puntigli , fisse , abitudini (con la scusa delle tradizioni) , che si potevano benissimo tralasciare…
    Forse volevo dirmi “che brava” , ma adesso , va meglio cosi….
    So bene che quando si ha un lavoro impegnativo e/o bambini da allevare….si va avanti con un orologio che non perdona…..
    Ci sono passata anch’io , ma credo che anche allora , avrei potuto pretendere di meno , da me stessa.

    Bell’articolo, ciao!

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    1. Io ogni tanto dico ‘quest’anno passo, faccio quella controcorrente che se ne frega’… poi al 24 mi faccio travolgere da tutto ciò che non ho fatto e mi riprometto che l’anno prossimo mi organizzo meglio…
      comunque negli anni ho alleggerito parecchio il carico

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