Il tarlo *

“Pensino ora i miei venticinque lettori che impressione dovesse fare sull’animo del poveretto, quello che s’è raccontato.”

I miei 25 lettori penseranno che mi faccio trip mentali assurdi, ma tant’è!

Avete presente gli adesivi? le figurine Panini? Ecco: finché sono nuove restano perfettamente collimanti con il loro supporto, un tuttuno.
Poi quando stacchi la figu dal suo retro, anche se di poco appena appena, avoja di farla ritornare come se non.

Cioè per quanto lisci, premi, ripassi, ormai la frittata è fatta.
Così per gli scenari mentali: per un certo periodo hai un’idea, limpida, unica, lineare, di come stanno le cose.

Un disegno dai contorni nitidi e dai colori luminosi.
Poi si insinua un tarlo, vedi la cosa da un’altra prospettiva.

Non te la levi più dalla testa. Solitamente gli scenari sono quanto di più distante l’uno dall’altro, antitetici proprio. Ugualmente possibili, equamente probabili. 

Ma uno ribalta l’altro.
Peggio ancora, inizi a ricostruire a ritroso, rileggi il passato in controluce. E tutto conferma e tutto smentisce.
Tu sei li tranquilla che osservi il quadro e ad un certo punto appare un ologramma: riesci a vedere entrambe le figure, quella astratta e quella in rilievo; e ti chiedi come hai fatto a non accorgerti prima di quel leone che ti stava quasi per sbranare!

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