Bye-bye 2016

I bilanci non mi sono mai piaciuti, hanno il sapore dell’esame finale, imprescindibile dall’espressione di un giudizio o peggio di un voto, di un risultato numerico, così apparentemente pregno di significato e così sostanzialmente muto.
Questa doverosa premessa per dire che non intendo riassumere l’anno che si conclude con ciò che mi rimarrà, nel bene e nel male.

Ciò che appartiene alla seconda colonna va direttamente nel cestino, anzi SHIFT + CANC, così non rimane nemmeno la possibiltà di recuperarlo.
Trattandosi di un anno bisesto qualche magagna se la è portata dietro, e ora ciaone.

Nemmeno facebook mi ha proposto il video del mio 2016 in breve, deve avermi letto nel pensiero.

Stilerò piuttosto un elenco di quelle cose belle che sono accadute proprio quest’anno, specialmente quelle uniche, ma anche quelle periodiche che però si sono verificate per la prima volta.

A livello personale il 2016 mi ha regalato ben due record italiani di staffetta (ho detto personale, non individuale!); con tutte le riserve che si vogliono appiccicare ai casi (eh ma sono sulle 4×100… eh ma sono di categoria M160… eh ma sono risultati collettivi e non individuali…): oh, ma sempre di record si tratta!

E già che siamo in tema di staffette aggiungiamo al carrello la vittoria ai campionati italiani con la 4×50. 

Viola iniziato a parlare: per ora siamo ancora a discorsi un po’ sconnessi, astratti dalla realtà, tipo “voj saltare su e giù nelle poccianghere di fango co le galosc” a cui segue la spiegazione “le galosc sono dei stivai di goma: ti metono tui pedini”.

Ma è un gusto infinito ascoltare le sue chiaccherette e i suoi ragionamenti primordiali, la sua osservazione della realtà senza filtri; racconta tutto ciò che le è davanti agli occhi: fuori piove, c’è nibia, ho paura de le machine, voj la panda (è il suo pupazzo, ma sembra la richiesta poco pretenziosa di un’automobile).
Sofia ha imparato ad andare in bici senza le rotelle: è accaduto da un giorno all’altro, il 3 giugno per l’esattezza; le ho detto ‘sento che oggi è il giorno giusto’, l’ho sostenuta un po’ inseguendola mentre la sorreggevo correndo, e ad un certo punto l’ho lasciata.
“Sto andando da sola?” ha realizzato dopo pochi metri. E da quel giorno le nostre gite in gelateria sono aumentate.
Sofia ha iniziato anche a leggere dando un senso alle parole, per me è un grande traguardo, l’inizio della sua vera autonomia.
Infine il 2016 è l’anno in cui ho aperto il blog e, in parallelo, la pagina Facebook.

Può apparire insolito, ma lo sento molto una mia creatura: una creatura virtuale che chiede cura e accudimento, e che cresce un po’ alla volta grazie a voi che mi leggete e mi incoraggiate.

A voi tutti i miei migliori auguri per questo 2017 in arrivo.

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6 Replies to “Bye-bye 2016”

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