Pro-sit *

Auguri per un nuovo anno gioioso? Prospero? Felice? Quanti altri aggettivi triti e ritriti, consunti dagli anni precedenti riusciamo ad adoperare? Come dicono in spagnolo? Mucha mierda? Ecco allora si, mi aspetto un 2015 favoloso, dato che ieri proprio questo mi è accaduto!
Passeggiando per le vie del centro storico di una grossa città veneta, entriamo in un caffè. Attraversiamo un angusto fronte bancone per entrare in una saletta in cui la disposizione dei tavolini è ottimizzata: zero spazi vuoti, tutto a incastro.

Il cameriere ci invita a posteggiare la carrozzina in un angolo, auspicando che nessuno se la porti via (tempo di crisi così nera?).

Prendo Viola in braccio e vista la sua irrequietezza provo a darle da mangiare, ma non è la fame che la rende nervosa. Dopo alcuni sorsi di latte smette di succhiare e si produce in alcune smorfie, che io riconosco bene. 

Prima di abbandonare il bar, ritengo opportuno procedere ad un cambio, di modo da proseguire la passeggiata con Viola asciutta e spero meno irrequieta.

Il wc si trova al piano superiore, e già la scala mi fa intuire che non troverò una ampia nursery.

Ecco: infondo ad un’interminabile fila si trovano un servizio e un lavandino, esterno. Bypasso la fila e mi appresto all’impresa più rocambolesca che, in questo ambito, mi sia mai capitata.

Apro i vestitini e scopro che le smorfie corrispondevano, come supponevo, ad una copiosa produzione.

Attorno al lavandino non c’è nulla, e niente per appoggiare nulla!

Stringo tra le ginocchia il sacchetto con i pannolini puliti e un asciugamano; con un braccio sorreggo Viola, con l’altra mano cerco la fotocellula per aprire il rubinetto. Dopo aver simulato i più noti balli di gruppo, scopro che l’acqua scenderà solo se premo il pedale. Quindi non posso più reggere il necessario tra le ginocchia! Uso quindi il mio fagotto di pannolini puliti come spessore per appoggiare la spalla al muro, sbilanciarmi per arrivare al pedale e al contempo sorreggere Viola sopra il lavabo.

Ecco l’acqua che scorre e una nuova sorpresa: è gelata! Non esiste un dispositivo per regolare la temperatura e a questo punto non posso nemmeno scegliere di interrompere la mia missione. 

Inizio a lavare Viola, che è sporca fino alla quarta vertebra. Al contatto con l’acqua Viola reagisce e inizia a sgambettare, rischiando di infilare i piedini in quel mix di acqua e resto che si forma nel lavabo, e calciarmeli addosso! 

Finisco di lavare lei e il lavabo, ho la mano ghiacciata.

È il momento di rivestirla: recupero la posizione eretta, inizio una serie di operazioni volanti e per miracolo si apre il servizio, una signora gentile mi dice che se può essermi utile, dentro c’è un marmino.

Un che???? Entro e vedo la soglia della finestra in marmo, sulla quale stendo l’asciugamano a mo’ di fasciatoio e i pannolini come cuscino e completo la mia operazione di mamma.

Mucha mierda, buon 2015!

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