R.I.P. Tullio

La scorsa settimana è morto Tullio De Mauro.

Quello del trio Solenghi-Lopez-Marchesini? No, quello è Tullio Solenghi.

Quindi oltre al pupazzo orso bianco di Sofia esistono altri Tullio, è un nome più comune di quanto potessi immaginare.

Tale Tullio De Mauro era un linguista.
E qui la mia ignoranza si fa plateale: oltre a non sapere chi fosse, non so nemmeno di cosa si occupi un linguista.
Vado per ipotesi: è uno che teorizza sul linguaggio, sulle espressioni idiomatiche, sui modi di dire.
Allora anche io apporto i miei 2 cents alla scienza della linguistica: ecco a seguire le espressioni che mi irritano come lo stridere delle unghie sulla lavagna, espressioni che io eliminerei dalla lingua italiana.

  • Non è per …

Non è per cattiveria / non è per pigrizia / non è per mancanza di buona volontà… e così via.

Excusatio non petita, accusatio manifesta.

Se vai escludendo una causa in particolare, ahimè, temo che proprio quella sia LA causa; altrimenti se non è quella la ragione, devi dirmi dirmi anche tutti gli altri motivi per cui non è.

  • Intanto

Intanto lo appoggio qui / intanto facciamo così …

Niente è più definitivo di ciò che è provvisorio; ogni cosa ha un suo posto, e collocarla al primo tentativo nella sua sede non ha un costo diverso che metterla intanto in un altro posto; e, per esperienza, intanto è un avverbio di lunga, lunghissima durata.

  • Di corsa

Come risposta alla domanda ‘come va?’ fa cadere le braccia, per dire un eufemismo.

Se ti chiedo come va mi aspetto di sentirmi rispondere BENE, o male se c’è confidenza; poi si possono aggiungere dettagli sulle ultime attività svolte, se lo si desidera.

Ma ‘sempre di corsa’ non mi interessa, sempre eufemisticamente parlando.

Tra l’altro mi capita spesso di osservare queste persone che dichiarano di correre tanto, ferme in capannello a conversare.

Forse si scambiano consigli tra runners, mah.

  • Non ho avuto tempo

Tempo, comunque vadano le cose lui passa.

Questa è la menzogna più infida che io conosca: ognuno di noi ha giorni di 24 ore, settimane di 7 giorni, mesi di 30 o 31 giorni, fatto salvo per febbraio.

Quindi non si tratta di non avere tempo, ma di impiegarlo diversamente.

La giustificazione non ho avuto tempo copre la più fastidiosa, ma onesta, ho fatto dell’altro: viene adoperata quando si vuole glissare sul giudizio di priorità dell’altro da fare.

  • Se fossi io al posto tuo / suo

Avete mai fatto caso in fase di decollo di un aereo che la hostess vi spiega dove sono le uscite di sicurezza, gesticolando e sorridendo, indicando il sentiero luminoso e simulando l’utilizzo della mascherina di ossigeno? secondo voi, nel momento della necessità, vi ricordate esattamente dove tirare il cordino per gonfiare il giubbetto salvagente o dove sono i tubicini per insufflare?

Non siamo mai al posto di un altro, perchè il freddo, la fame, la rabbia, la sete, la stanchezza, la fatica che prova un altro in certi frangenti non sono ipotizzabili e includibili a secco nel nostro quadro mentale.

  • Ti chiamo domani / sarà per un’altra volta / ci sentiamo per un caffè / dai che ci organizziamo…

Il problema di queste locuzioni è che io ci credo! se uno mi dice ‘ti chiamo domani’ e poi non lo fa, io mi preoccupo. Se non hai intenzione di chiamarmi non dirmi niente che va bene lo stesso!

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14 Replies to “R.I.P. Tullio”

  1. 😂 dire che si va di corsa, nel mentre si sta fermi, è un bel controsenso. Io conoscevo De Mauro. Non di persona, ovviamente, ma, per vari esami, mi ero avvalsa dei suoi libri e posso dirti che era uno dei pochi professori di linguistica in grado di rendere un manuale di linguistica davvero semplice, istruttivo e interessante (tant’è che “Linguistica Elementare” lo prestai ad una persona e non mi è più stato restituito).

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      1. Te lo consiglio vivamente. Io compravo i suoi libri anche quando non erano nel programma d’esame, proprio perché aveva un talento unico nel rendere semplici concetti che altri complicavano a dismisura. E considerato il tuo modo di scrivere e la tua curiosità per i giochi di parole e le figure retoriche, penso che anche tu potrai trovare i suoi libri molto interessanti.

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  2. Io l’ho conosciuto attraverso la sua rubrica su un giornale italiano , mentre vivevo all’estero…..
    Ero molto attratta dai suoi insegnamenti , e ricordo le sue precisazioni attente sulle infinite sfumature che la nostra lingua presenta.
    Anch’io sono maldisposta verso il frasario senza senso a cui spesso si ricorre e le tue citazioni sono esemplari….
    Ciao , perché sono di corsa…..ahah!

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  3. Sai che quando ho saputo della sua morte ho provato un dispiacere come se fosse un parente stretto?
    Non lo so, ma è come se, attraverso i suoi libri, le sue rubriche, le sue parole, un po’ avessi imparato a conoscerlo.
    E la cosa che mi preoccupa di più è che non vedo all’orizzonte un linguista degno di prendere il suo posto.
    Vabbè, ti saluto perchè vado un po’ di corsa… 🙂
    Buongiorno, Elena.

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