Amicizie pirotecniche

Diffido delle relazioni umane nate come fuochi d’artificio: temo che si esauriscano con i tre botti ciechi finali entro un tempo molto breve, e che lascino poco oltre il ricordo di qualche battuta.
Preferisco di gran lunga quelle nate quasi dall’indifferenza, dalla scoperta casuale di un’affinitá, di una sintonia di vedute e che si alimentano di piccoli gesti, segni quasi impercettibili di dimostrazione di stima e di rispetto reciproci.
Quelle in cui un malinteso non può aprire una voragine, ma viene presto colmato, superato e dimenticato.
Quelle in cui dopo lustri ti ritrovi a chiederti ‘quando è stata la prima volta che ci siamo incontrati?’ e non riesci a venirne a capo.

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13 Replies to “Amicizie pirotecniche”

  1. Mi ricorda il caso di Marina Abramovic e Ulay, due artisti che si sono conosciuti e la cui relazione è stato un incredibile fuoco che bruciava forte e scoppiettante e che inevitabilmente ha esaurito il carburante troppo presto. Ma è anche vero che solo una relazione del genere può dare un certo tipo di ricordi.

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