Hai voluto la bicicletta? Ora pedala!

I traguardi più ambiti nascondono insidie che trascuriamo fino a che non li raggiungiamo.

Sottovalutiamo tutti i lati B di una questione che rincorriamo, fino a che non ci sbattiamo contro: un paio di scarpe nuove in vetrina non ci faranno mai male ai piedi, continueranno ad esercitare attrattiva sul nostro desiderio compulsivo di shopping fino a che, ahimè, dopo poche ore che le indossiamo capiamo che non possiamo portarle per tante ore.

Quando è nata Sofia ero bramosa di tutti quei traguardi che ogni genitore si pone: non vedo l’ora che cammini, non vedo l’ora che mangi autonomamente, non vedo l’ora che parli.
Salvo poi scoprire che quando cammina vuole comunque stare in braccio, ma pesa di più; e che quando mangia autonomamente diventa estremamente esigente e fa uno tsunami di cibo nel raggio di due metri.

Ma il dialogo conserva un fascino al quale è difficile opporsi, perchè apre le porte all’interattività.
Si passa da un rapporto monodirezionale ad uno bidirezionale; si passa dall’interpretare il pensiero altrui all’apprenderlo.
Con la differenza che l’interpretazione spesso finisce con l’assomigliare troppo al nostro pensiero, mentre la comprensione riserva delle sorprese.

Ieri sera mentre accompagnavo a letto Viola lei mi parlava, una raffica di discorsi, elementari ma completi.
“Questo è il mio letto. Io salto sopra il letto, salto nelle poccianggere. Anche Sciofia ha un letto. Anche Sciofia salta sul letto”. Poi sospende i salti perché devo infilarle il pigiama.
Allora mi chiede “Mamma, mi levi le codine?” E aggiunge “tieni i elastici, domani li porti a Lorena; Lorena mi fa le codine”.

Sono in fase di ascolto, mi sto crogiolando di piacere come se fossi distesa su una spiaggia assolata a respirare la brezza marina.
Come è normale che avvenga, Viola accetta di buon grado da altri cose che per me è impossibile farle accettare: se le dico di scendere dall’auto non vuole, ma se glielo dice Sofia scende subito. Se le dico di togliere i guanti e il berretto dentro un ambiente chiuso non vuole, ma se glielo suggerisce un estraneo lo fa subito. Così, tanto per dialogare le chiedo ‘ma perché le codine che ti fa Lorena non può fartele la mamma?’.

E come una pallonata a cannone sulla vetrina dei cristalli arriva la risposta

“È vecchia”.

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12 Replies to “Hai voluto la bicicletta? Ora pedala!”

  1. anche io ogni tanto mi dico, non vedo l’ora che facciano questo o quest’altro, ma in realtà a volte vorrei poter tornare indietro a momenti che adesso che loro sono cresciuti non ho più. Il segreto alla fine è semrep lo stesso: goditi il presente, goditi il viaggio perchè aspettando il futuro altriementi te lo perdi.

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