La prova costume *

Ieri sera Sofia ha deciso che, essendo tempo di carnevale, si sarebbe vestita in maschera.

E’ andata a recuperare il vestito dello scorso anno, arrampicandosi su per il suo armadio e facendo cadere una sbarra appendiabiti.

Mi ha detto ‘non preoccuparti mamma, la puoi rimettere al suo posto’ e si è infilata l’abito.
Le va ancora bene (lo avevamo preso comodo); è un abito azzurro, da fata turchina.

In realtà se non mette il cappello può essere anche ritenuto da principessa. Se invece si infila le ali a farfalla che ha voluto comprare assieme al vestito, può sembrare una Winx.

Comunque, a fugare ogni dubbio, c’è la bacchetta magica.

Ha iniziato ad agitarla: ‘bibbidi bobbidi bu’ continuava a ripetere, e voleva che io e suo papà esprimessimo dei desideri, in modo che lei potesse operare le sue magie.

Insomma era anche un po’ Aladino con la lampada magica.
Siccome tutto questo avveniva mentre cercavamo di cenare (compresa la sbarra appendiabiti che cadendo sul pavimento ci aveva fatto pensare al peggio), esprimevamo desideri un po’ a casaccio.
Il primo è stato ‘fai smettere di piangere tua sorella’ col suggerimento di offrirle il succhietto; ed ha funzionato.

Gasati dal risultato abbiamo espresso il desiderio che stanotte Viola non si svegliasse.

‘Bibbidi Bobbidi bù’ ha detto agitando la bacchetta verso sua sorella.

E poi? ha chiesto….. e poi boh!

Sempre ieri sera anche io ho deciso che dovevo affrontare la prova costume, azzurro anche il mio: il nuovo Arena carbon che stava lì impacchettato andava infilato; già lo avevo provato prima dell’acquisto, uno di test.

La taglia quindi era quella ‘giusta’.

Sì… giusta per la Barbie!

Ho avuto difficoltà da quando ho messo i piedi dentro i buchi per le gambe, già per arrivare al ginocchio ci è voluta tanta pazienza.

Poi è intervenuto san borotalco, e pareva di trovarsi su una pista innevata artificialmente, tranne per il caldo, che si stava facendo pesante.
Ho richiamato alla mia memoria tante scene viste in spogliatoio prima delle gare: pezzi di corpi umani (natiche, cosce, fianchi) che sembravano rispettare le leggi della fisica e della matematica, all’apparenza non sarebbero mai entrate in così poco tessuto, ma che miracolosamente entravano in spazi inferiori a quelli occupati naturalmente.
A suon di speranza e ottimismo, tanto ottimismo, sono arrivata infondo alla mia impresa.

Una volta addosso ho iniziato a pensare che la mia considerazione ‘se non vado più forte, almeno faccio bella figura’ è priva di fondamento.

Anche il mio costume è turchino, ma non viene buono nemmeno da Wonder Woman.

Morale: stanotte Viola si è svegliata ogni ora e mezza / due, altroché magia bibbidi bobbidi bu, e tra un risveglio e l’altro sognavo di smarrire il Carbon ancora prima di utilizzarlo una volta.

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