L’arte del ritratto

La conoscenza delle persone si può paragonare alla creazione di un disegno.
Le persone sono un po’ come dei fogli di carta: la prima volta che le incontri sono dei fogli bianchi, appena estratti dalla risma, piani lisci e intonsi.

Su quel foglio, già nel primo incontro, tracci uno schizzo, a tratti incerti e discontinui, dell’idea che te ne fai.
Poi man mano che ci si incontra o comunque che si comunica, quello schizzo si arricchisce di dettagli.

Il tratto incerto viene colmato da uno più marcato, gli spessori si distribuiscono qua e là, così come si delineano qualità e difetti di chi stai conoscendo.
Un po’ alla volta si iniziano a inserire i colori, che possono essere più o meno luminosi a seconda dell’umore, ma dove è rosa può diventare al massimo rosso o bianco, non azzurro o verde.
E il foglio inizia ad ammorbidirsi, assume delle pieghe, diventa più docile al tatto, si sgualcisce. 
Ad un certo punto il ritratto viene compiuto e ci si rende conto che era tutto già in quello primo schizzo iniziale, serviva solo il tempo di materializzarlo.

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