Io non sono cattiva, è che mi disegnano così 

“Chissà come mi vedono gli altri” è una domanda che mi pongo ogni tanto. Più che una domanda, una curiosità.
L’aspetto fisico è la prima impressione che si dà, ed è un biglietto da visita che ci portiamo addosso nostro malgrado, perchè i tratti somatici poco hanno a che fare col carattere e la personalità, ma involontariamente forniscono una prima chiave di lettura al nostro prossimo.

Anche le espressioni, la gestualità, il tono della voce contribuiscono all’idea che gli altri si fanno di noi, e nessuno di questi elementi è percepito da noi stessi, dal di dentro, in maniera oggettiva.
E non vale chiederlo, chè la risposta sarebbe sempre condizionata da cosa uno si aspetta che io voglia, o non voglia, sentirmi dire.
E non vale studiarlo allo specchio perché mentre mi rifletto ho già belle e pronte le soluzioni, chè mentre mi fisso nello sguardo mio proprio, il tunnel porta dritto dritto ai miei pensieri.
E non vale nemmeno dedurlo dalle foto, statiche e mute, spesso ritratte in posa o comunque imprescindibili dal pensiero di quel momento: pur vedendomi dall’esterno scorrono in sovraimpressione, a me che guardo me stessa, i ragionamenti e le emozioni della situazione in corso, e me li sento trasparire.
Sabato sono andata in un negozio per alcuni acquisti. Uscendo mi sono quasi scontrata con una donna che proveniva dal verso opposto. Ho alzato la testa e me la sono trovata di fronte. 
Aveva pressoché la mia età, ma dimostrava qualche anno di meno. Vestiva in modo sobrio: nessun elemento nell’abbigliamento o nella sua persona che me la potesse far distinguere da tante altre; era di una bellezza che si manteneva nell’anonimato.

Eppure non passava inosservata, aveva una presenza fisica importante.
Aveva un modo di fare deciso e sicuro, ma non ostentava la sua autostima. 
Il suo sguardo era chiuso, indifferente: più che essere determinata sembrava fosse incosciente, nel senso di inconsapevole del mondo che la circonda. 
Incurante del fatto che si stava per scontrare con me, tirava dritto per la sua strada. Io ero assorta nei miei pensieri, ma questa era proprio persa: daccordo pensare ai fatti tuoi, ma dovrai pur fare attenzione a dove vai no?
D’istinto ho proteso le braccia e stavo quasi per sfiorarla, farle presente che c’ero anche io, che mi stava venendo addosso, volevo redarguirla in modo bonario perchè si rendesse conto del pericolo imminente di scontro. 
Ho inspirato a fondo prima di rivolgerle la parola… e ho mancato di un soffio lo specchio contro cui stavo per battere il naso.
L’uscita era un paio di metri più in là.

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9 Replies to “Io non sono cattiva, è che mi disegnano così ”

      1. Sai Elena, è difficile per me descrivermi.
        Esteriormente, oltre a d essere bassetto e un po’ in sovrappeso (5 Kg dovrei perderli) credo di non dare l’idea di frenesia. Mentalmente però lo sono, ho sempre le rotelle in moto (magari però girano per il verso sbagliato haha).
        Ciao

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  1. Io credo che la domanda “chissà come mi vedono gli altri” sia una domanda (spesso ossessiva) tipica del genere femminile, le donne sono per lo più interessate all’aspetto fisico ecco perchè ore di fronte allo specchio, per essere sicure di dare a questa domanda una risposta degna di nota, le vere donne invece davanti allo specchio ci stanno di meno ma cercano di coltivare passioni, cultura, informazioni affinchè esse siano notate non solo da coloro che hanno l’interesse di valutarle fisicamente ma soprattutto da coloro che nutrono la voglia di lottare per averle al loro fianco.

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    1. Sicuramente è prettamente femminile come domanda. Nel caso specifico però io indagavo sulla persona nella sua interezza, sugli indizi della personalità che una presenza fisica può offrire, veritieri o fuorvianti

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  2. Guardarsi allo specchio…. Da piccola mia nonna mi sgridava: Vanitosa!
    Ma non era così , io cercavo la mia identità di cui non ero ancora cosciente…

    Poi , per gli eventuali difetti fisici , è’ difficile giudicarsi da soli; ci sono i perfezionisti che non si vogliono bene , e che si vedranno sempre brutti e chi invece si è’ ormai abituato al proprio aspetto e si accetta com’e’.

    Da come descrivi la persona che ti veniva incontro…. devi essere molto carina , Elena!

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