Fuori tutto

Inesorabili si succedono le stagioni, a breve sarà nuovamente tempo di fare il cambio degli armadi.

Ancor prima di leggere ‘Il magico potere del riordino’ avevo la tendenza a buttare ciò che non adopero: meglio pochi capi che hanno lo spazio per essere conservati bene, che molti pezzi sempre stipati.

(Questo apre anche le porte allo shopping, per inciso).
Però Marie Kondo mi ha dato una spinta ulteriore, mi ha fornito la chiave interpretativa per la fatidica decisione: dice di buttare tutto ciò che non trasmette più nulla.

Nella sua teoria il cambio armadi va fatto parlando ai capi di abbigliamento, per vedere se esiste ancora un sentimento verso di essi: prenderli in mano, sentirli, chiedersi se c’è ancora rapporto con essi.

Così, pensavo, ci sono dei pezzi che se ne sono andati anzitempo, a cui ero molto affezionata ma dai quali ho dovuto separarmi a forza (per raggiunto limite d’uso).
Primo tra tutti una t-shirt arancione ricevuta in regalo per la cresima, che riportava a caratteri cubitali la scritta Moschino: in tempo di Drive-In e paninari era il mio pezzo forte, potevo dire di possedere anche io un capo inequivocabilmente firmato.
Poi il vestitino bianco: una specie di giacchina lunga aderente, con zip sul fronte, arrivava sul retro a coprire le chiappe appena (bastava non piegarsi mai in avanti) mentre davanti aveva uno spacco che lo alzava; era uno di quei vestiti che mia nonna allarmava ‘attenzione a non pestare la cottola (gonna)’.

Poiché era bianco avevo pensato di poterlo utilizzare anche nel giorno del matrimonio.
Infine i jeans Avirex, che mi facevano tanto sentire la versione femminile di Tom Cruise, fino a che non ho scoperto che venivano prodotti nel vicino stabilimento di Pegolotte di Cona. 

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8 Replies to “Fuori tutto”

  1. Ma è’ vero che le cose “trasmettono”…..altre cose!
    Per i capi di vestiario , dipende da come mi fanno sentire…..Mi piace non essere guardata , ma se qualcuno mi guarda voglio che veda esattamente quello che voglio io.
    Potrei travestirmi , lo so , ma allora non mi divertirei più!

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      1. Nooo!! Non conosco il metodo, ma sono sempre stata terrorizzata dalle persone ossessionate dall’ordine. Che sia personale, domestico, mentale… Ecco, forse io sono eccessivamente caotica e altrettanto non va bene. Ma tra i due estremi, io preferisco sempre il caos.

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