20 Febbraio (20 / 02)

Questi 8 anni sono scivolati via, e da quel 20 febbraio le cose sono cambiate, anzi si sono rivoluzionate.
Per molti aspetti di quel giorno ho un ricordo nitido; la telefonata arrivata mentre ero al lavoro, e il sospiro di sollievo che ho emesso nel riceverla: una situazione drammatica che si stava risolvendo, anche se l’epilogo non si poteva considerare uno stato migliorativo.
Non sono arrivata in tempo per trovarti ancora cosciente, e non è un rammarico per me, perché non avrei retto alla consapevolezza che sarebbe stata l’ultima volta che ti vedevo sveglio. 

Non so come avrei potuto reagire a quella linguaccia che hai fatto scherzando subito prima che ti sedassero, preferisco averlo appreso dai racconti.
Poi una lunga giornata, fatta di attese, di telefonate, di gente che arrivava, di organizzazione del tempo a venire, perché chi resta vivo deve alternare il sonno alla veglia, e prevedere ristori.

La preoccupazione per la mamma, che stava vedendo in anteprima il film di ciò che l’avrebbe attesa.

Sul fare della sera sono ritornata a casa, per dormire un po’ prima di affrontare il turno della notte. La gelateria del paese in cui abitavo aveva appena cambiato gestione e forse mi sono fermata a prendere del gelato al cioccolato fondente, foresta nera; o forse era chiusa.

A casa mi sono buttata sul letto a faccia in giù sul cuscino e ho pianto, ho pianto un mare di lacrime, ho esaurito anche quelle che di lì a poco mi sarebbero servite ancora.
Mi sono sforzata di dormire, esausta, fino a che, mancava poco a che suonasse la mia sveglia, ci ero quasi riuscita, e invece è suonato il telefono: non era più necessario vegliare la notte, era già tutto finito.

Sono corsa a casa della mamma, lei era già sul cancello in strada ad aspettarmi, e l’ho abbracciata fortissimo, ma non sono riuscita a stringerla così forte come avevo stretto te il giorno in cui ci avevano comunicato che presto mamma non ci sarebbe più stata. Avevo forse paura di farle male, era già tanto debole.

Hai manifestato a quella notizia una reazione tale che sei riuscito ad evitare che si avverasse, anticipando i tempi.

Giulietta & Romeo.
Ciao papà. Non sai che spettacolo di nipoti ti sei perso.

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6 Replies to “20 Febbraio (20 / 02)”

      1. Sì. È un post molto diverso dai tuoi altri e me ne sono accorta. E sai, proprio questo mi ha colpito. Che sebbene fosse molto personale, molto intenso, non c’era nulla di, passami il termine, melodrammatico. Ed è veramente raro riuscire ad aprirsi su tematiche tanto profonde, situazioni che ci toccano, senza essere melensi. Sei brava, Elena. Tanto. E puoi scrivere e pubblicare qualunque cosa senza timori.

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      2. Grazie ancora! Il punto è che ho sempre timore di scadere nella ‘gramellitudine’ da un lato, oppure di risultare troppo superficiale dall’altro; il tuo giudizio di equilibrio mi fa veramente piacere

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