L’ora legale

La primavera è iniziata ed ecco a ruota i primi risvolti: l’ora legale, quella meravigliosa invenzione per cui la giornata rimane luminosa più a lungo.
Ne parlavamo ieri a pranzo, dopo il consueto walzer delle lancette: si sposta avanti o si sposta indietro? adesso che ore erano ieri? Si dorme prima? Si mangia dopo?
Nella conversazione sono emerse alcune curiosità, così mi sono documentata e vorrei condividere quanto ho scoperto a riguardo.
Non si tratta di scoperte sensazionali, basta aprire la pagina di Wikipedia. 

Mi limito a riportare quelle che mi sono sembrate più interessanti.
Un po’ come quella volta che ho visto Albertino in discoteca, e ho esclamato ‘Ma è uguale a Linus!!!’. Certo, è suo fratello, ma io non lo sapevo.

In Italia l’ora legale nasce come misura di guerra nel 1916 rimanendo in uso fino al 1920.
Tra il 1940 e il 1948 fu abolita e ripristinata diverse volte a causa della Seconda guerra mondiale. 



Vien da dire che la guerra è un po’ come il lavaggio per le commesse dei negozi di abbigliamento: se un capo che stai provando ti va largo la commessa ti rassicura che poi lavando si stringe; se invece ti va stretto ti garantisce che lavandolo cede e si allarga.

Si mette l’ora legale perché c’è la guerra, si toglie l’ora legale perché c’è la guerra: una specie di olio31.


L’ora legale è stata applicata per la prima volta nel 1966, durava quattro mesi, dall’ultima domenica di maggio all’ultima domenica di settembre. 
Tale durata venne estesa a sei mesi nel 1980 anticipando l’inizio alla prima domenica di aprile e poi dal 1981 all’ultima domenica di marzo. 

Verrebbe da considerare che è buona la seconda interpretazione del lavaggio: con l’andare del tempo pare si allarghi!

Un ulteriore prolungamento di un mese è stato introdotto nel 1996, insieme al resto dell’Europa quando la fine fu spostata all’ultima domenica di ottobre.



Ecco un’altra mia scoperta dell’acqua calda: l’ora legale non riguarda solo l’Italia.

A memoria dicevo ‘saran venti anni che abbiamo l’ora legale fino a fine ottobre’ pensando di esagerare un po’; invece sono 21. 

Nel 1968 viene stabilito il potenziale periodo di avvio dell’ora legale al 15 marzo.

Non mi sembra affatto una cattiva idea!

Nel 2010 l’Italia fissò l’inizio dell’ora legale alle ore 2:00 del mattino dell’ultima domenica di marzo e il termine alle 3:00 del mattino dell’ultima domenica di ottobre.



Pare che il momento notturno scelto per il cambio sia legato al minor flusso di mezzi pubblici, e questo almeno l’avevo sempre immaginato. Così come mi avevano spiegato già da piccola delle motivazioni di risparmio energetico che giustificano l’adozione dell’ora legale e del motivo per cui non è sostenibile per tutto l’anno (si avrebbe, d’inverno, una mattina troppo buia).
Ma continuiamo con Wikipedia:

Nei giorni immediatamente successivi al cambio dell’ora, alcune persone lamentano disturbi dovuti all’alterazione del ciclo sonno-veglia. 
Una ricerca da parte di svariati cardiologi americani afferma che l’ora di sonno persa il giorno dopo l’entrata in vigore dell’orario estivo incrementa del 25% la probabilità di subire un infarto cardiaco. 
Questo rischio cade del 21% il giorno in cui l’ora di sonno persa viene recuperata, quindi globalmente il fatto di utilizzare due fusi orari incrementa il rischio del 4% rispetto a chi utilizza un unico fuso orario tutto l’anno.

E qui il tuttologo del gruppo, quello che ne sa una più di Wikipedia, cala il suo asso: “Ma non si potrebbe inserirla in maniera graduale? tipo un quarto d’ora a settimana?”

Che ovviamente è una soluzione molto ‘pratica’ da gestire; però pensateci se in questi giorni vi sentite stanchi, assonnati e faticate a prender sonno la sera: il pericolo è in agguato.

Quasi quasi invece sarebbe da istituire la settimana legale, in virtù della quale si passa dalla domenica direttamente al weekend successivo. Il problema maggiore è ritornare poi indietro!

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7 Replies to “L’ora legale”

  1. Ma perché non la lasciamo tutto l’anno e buona sera? Dicono…”ma poi d’inverno la mattina è buio”. E però la sera avremmo comunque un’ora di luce in più! E non avremmo più lo strazio di perdere, guadagnare, spostare, ricordare…mi ricordo quando avevamo i figli piccoli il casino che scatenavo con le poppate spostate. Io davvero la lascerei sempre

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  2. So che in tanti la pensano cosi’…Ovvero vivono male lo spostamento d’ora…

    L’essere umano e’ quello che piu si adatta alla diversità di habitat e clima ,(non cosi’ per i galli o le mucche che non possono ragionare sull’ora di luce in piu’ e sul risparmio energetico) , quindi gradatamente si adegua fino ad apprezzare la giornata piu lunga e la sera piu chiara……

    Ma , con la possibilità di infarto , come la mettiamo?

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  3. credo che il dato fornito dai cardiologi non vada inteso che quella notte hai una probabilità su 4 di avere un infarto (sarebbe pazzesco), ma che se in una notte qualunque un soggetto per le sue caratteristiche ha, poniamo, un rischio d’infarto dell’ 1%, la notte dell’ora legale il rischio aumenterà grosso modo all’1,25%
    ml

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    1. Io invece avevo inteso che, in una notte qualsiasi, la percentuale di popolazione suscettibile di infarto cresce se quel paese adotta il cambio di orario; infatti oltre ai ‘predestinati’ si aggiungono quelli che magari stanno bene ma sono stressati per il disagio legato al cambio…

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