Dureran? Dureran!

Come MariaPia anche io ho avuto le mie fasi di idolatria; non per Luca Carboni quello no. E nemmeno sono stata a molti concerti in vita mia.

Avevo un’amica che era stata a vedere gli Europe e sua sorella aveva sfiorato la mano di Joey Tempest: pare che avesse trascorso una settimana senza lavarsela. (La mano, lavarsi la mano intendo, maliziosi!).

Per me invece Simon Le Bon, quello dei Duran Duran, lui … per me era una specie di idolo; mi pareva bellissimo, sbucava da ogni poster contenuto dentro ‘Tutto musica e spettacolo’, dalle copertine di Cioè; quando hanno partecipato al Festival di Sanremo mi pareva quasi di averlo ‘vicino’, solo per il fatto che era venuto in Italia.

C’è stata una tizia in quegli anni che si é azzardata a scrivere un libro, ‘Sposerò Simon Le Bon’, da cui era stato tratto un film, alla quale avrei voluto dire “OH bella … senti un po’… c’ero prima io!!!”.

Poi gli anni passano, incontri Brad Pitt e Camille Lacourt (incontri é da intendersi sul grande schermo o nelle pagine delle riviste) e ti dimentichi di Simon in soffitta.

Circa una decina di anni fa, quando (per dirla alla Stieg Larsson) ‘tutto il male doveva ancora accadere’ (e anche tutto il bene!!!), sono andata a trascorrere un weekend a Barcellona.

(La locuzione é piuttosto criptica, me ne rendo conto: intendo dire che ancora non era successo il patatrac che mi ha portato via i genitori e ancora godevo di parecchia libertá di movimento, essendo priva di prole, il mio grande bene).

Abbiamo preso l’aereo un venerdi sera di settembre a Venezia; mentre attendevamo di attraversare il metal detector, nel primo livello di controllo, quello dove passano indistintamente tutti coloro che si imbarcano, indipendentemente dalla destinazione, in fila a serpentina, sento una ragazza che parla al suo compagno: ha iniziato a sibilare come Sir Biss, a dare di gomito “Hey…. Psss… Psss”, a dimenarsi come un’anguilla.

Capto tre parole “Quello è Simon Le Bon!”. Mi giro ed osservo il tizio davanti a me; quando dico davanti intendo che lo avevo proprio addosso, mi poteva pestare un piede se non guardava dove andava. E che se lo avesse fatto avrei reagito malamente, perchè era tutto fuorchè un contatto ambìto.

Un uomo sfatto, di etá imprecisata, gonfio, sbudro. Si può dire sbudro? Beh é quello che era. In fila come tutti noi, ma non ‘uno di noi’: uno sgradevole. Eppure, lo posso confermare, era lui, anche senza che intonasse i uabbois.

In quel momento ho emesso un sospiro di sollievo: per fortuna non ho sposato Simon Le Bon!

Da quell’incontro, ho iniziato a vedere tutti con occhio diverso. Siamo tutti esseri umani, come cantava Luis Miguel ‘Siamo diversi ma tutti uguali’.

Ciò che trasforma un uomo (o una donna) in un idolo é la pubblicità, é photoshop, è il circo mediatico. Io non ho nulla di meno dei personaggi famosi. E nemmeno voi (vi regalo una piccola iniezione di autostima).

Certo ognuno sviluppa delle doti meglio di altri: chi canta, chi scrive, chi sfila in passerella, chi fa i record del mondo, chi esegue importanti interventi chirurgici, chi presiede la repubblica.

Ma io, nè voi, non sono da meno. Non sono eccellente in nessun campo, sono nessuno, ma sono IO, con le mie doti e i miei difetti.

Pecco di presunzione? Può darsi. Oppure, più probabilmente, ho scoperto l’acqua calda.

PS: canzoni come Wild Boys o Save a prayer per me sono ancora bellissime.

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12 Replies to “Dureran? Dureran!”

  1. Io, invece, continuo a voler bene a tutti i miei idoli anche quando si attempano. No, a Luca Carboni, no. Ma è colpa sua 😉.
    A Simon, fossi stata in te, una stretta di mano l’avrei data. Solo per coerenza e omaggio alla ragazzina che eri stata e che tanto aveva sognato di incontrarlo. Che poi vedi, ha ragione Stephen King: bisogna fare attenzione a ciò che si desidera, perché prima o poi si realizza 😄

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      1. No, io non avrei resistito. Ma credo dipenda dal mio carattere. Se, ad esempio, mi capitasse di incontrare Brian Molko tra trent’anni, anche se io avessi la dentiera e lui fosse calvo e panzuto, vorrei stringergli la mano lo stesso. Anche solo per dimostrarmi che tutta l’ammirazione provata non è stata spesa invano.

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      2. Io, da quando vivo in Brasile, sono diventata più spontanea. Come quando, di recente, ho trovato l’ardire di andare a salutare Vincent Castel. Anni fa, non lo avrei mai fatto. Sarà che qui hanno sempre un sorriso e una parola gentile. Ad ogni modo, quando si tratta di personaggi noti, fa parte del loro lavoro interagire con il pubblico ed io credo che, in fondo, a loro faccia anche piacere, soprattutto quando chi li avvicina lo fa con educazione e rispetto.

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      3. Ah ma quanto a faccia tosta non ho molte riserve … solo non mi interessava in quel momento…

        Quanto ai personaggi famosi convengo che hanno piacere ad essere riconosciuti… ci ho fatto caso ogni qualvolta mi è capitato di incontrarli e salutarli…

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  2. I Duran hanno fatto la storia della musica pop e sono ancora attivi musicalmente. Canzoni bellissime ed indimenticabili, le mie preferite probabilmente sono 3: “Save a prayer” “Do you believe in Shame” e “Come Undone”. Anzi, aggiungo “Out of my mind”, così siamo a 4.
    E’ naturale che alla fine di un tour, o durante un periodo di pausa ‘creativa’, cantanti di questo calibro perdano la forma fisica smagliante di cui si dotano il altri periodi. Dopo si mettono a stecca e ritornano in forma. Io l’ho visto in TV un anno e mezzo fa e mi è sembrato in ottima forma.

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