Parole di Vicenza (e dintorni): esser del gato

Ritorna l’appuntamento con le espressioni dialettali. Questa volta è il turno di esser del gato.

Esser del gato (letteralmente essere del gatto, inteso come essere di proprietà del gatto) significa essere impotenti, perdere il controllo su una situazione.

Mia nonna qualche mattina si alzava dicendo “ancó a son del gato” come condizione clinica (oggi sono del gatto): significa non avere le forze, non riuscire a fare nulla.

Oppure si può combinare un guaio e trovarsi come conseguenza in una situazione di cui si è perso il controllo: lavorativamente parlando ad esempio, si possono operare delle scelte che si rivelano fallimentari e non poter più recuperare la stabilità.

Quando il gatto cattura una preda, topolino, uccellino o semplice gomitolo di lana, ne fa ciò che vuole: lo lancia per aria, lo accantona, lo lascia scappare un po’ e poi con l’allungo della zampa lo riacciuffa. Finge disinteresse per poi recuperarne possesso.

L’espressione esser del gato esprime lo stato della preda felina, che per quanto si ingegni sa che la sua fine è imminente.

Che poi a Vicenza gli abitanti vengano popolarmente chiamati magnagati (per la credenza che mangassero i gatti in tempo di guerra) rovescia un po’ la prospettiva, ma è tutta un’altra storia.

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9 Replies to “Parole di Vicenza (e dintorni): esser del gato”

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