In nomen omen

Ho un ottimo rapporto con il mio nome di battesimo: mi è sempre piaciuto e non ho mai pensato di volerne uno diverso, contrariamente al cognome che invece trovo insulso.

I miei genitori lo avevano scelto in virtù della scarsa attitudine ad essere abbreviato; nonostante ció mio papà per primo mi chiamava Lela, e le amiche non si sono mai astenute dal chiamarmi Ely o Ele.

Elena deriva da Helios, Sole, e significa ‘La splendente’; inoltre Elena era, nella mitologia greca, la donna più bella del mondo. Appare evidente che per una bambina sono motivi sufficienti per essere fiera del nome che porta. Non so se sono splendente di fatto, ma mi piace pensare di esserlo almeno di nome.

Non ho sofferto molto per la diffusione del mio nome, tra i più gettonati negli anni in cui sono nata io, anche se spesso mi sono ritrovata in mezzo ad una nutrita schiera di omonime: nella mia solida autostima Elena ero io, le altre doppioni.

All’età di 14 anni ho conosciuto tale Mila. Per l’esattezza non l’ho proprio conosciuta: non ci ho mai parlato. Ma la osservavo ed era bellissima: aveva un fisico statuario e un seno prosperoso e sodo. In quel periodo avevo deciso che, qualora avessi avuto una figlia femmina, si sarebbe chiamata così.

Ovviamente non avevo fatto i conti con l’oste, cioè il padre di questa bimba che diversi anni più tardi è effettivamente arrivata.

Tra le alternative avevo proposto Berenice, scartato perché troppo lungo, oltre che proprio non piaceva; o Livia, Olivia, Siria… nomi che garantissero insomma quel minimo di ricercatezza e unicità, da non girarsi in quattro ogni volta che si viene chiamate.

Niente, tutti bocciati.

Sofia? Non conoscevo nessuna con questo nome, lo credevo poco diffuso, inoltre mi pareva di buon auspicio (Sofìa è sinonimo di sapere, conoscenza), era breve al bisogno e soprattutto ha passato il vaglio di padre e nonni.

Sofia è stata la risposta definitiva, ma ad originalità anche peggio di Elena.

Qualche anno più tardi l’arrivo di un’altra femmina ha allietato la nostra famiglia; ormai avevo accantonato le velleità di Mila, Livia, Olivia, Siria. Ci ho riprovato con Berenice così tanto per non darmi per vinta. Ho bocciato Anna in prima linea (non me ne vogliano le Anna), un po’ per alcuni elementi fastidiosi che conoscevo che rispondevano a questo nome e un po’ per affermare anche il mio diritto di veto.

Così non se ne veniva fuori: abbiamo quindi interpellato Sofia, chiedendo come avrebbe voluto chiamare la sorellina.

La prima risposta è stata Shakira, che se Berenice vi aveva fatto sorridere ora sganasciate pure.

Poi Sofia ha estratto dal cilindro Viola, nome di una compagna dell’asilo.

Viola non ha avuto rivali ed è stata subito approvata, un plebiscito di SI.

Qualche mese dopo la scelta, ma ancora prima che Viola nascesse, avevo avuto l’illuminazione che poteva essere anche Azzurra. Però ormai alea iacta erat.

Viola è un fiore, è uno strumento musicale ma soprattutto è un colore. Tutto ciò che è di colore viola, ora, ‘appartiene’ a Viola: viola di Viola è il suo motto.

‘Oggi voj mettere la maglia viola’ comanda dall’alto dei suoi 90 cm; alla domanda ‘a che gusto vuoi il gelato Viola?’ risponde ‘viola’.

Viola ha gli occhi azzurri, di un azzurro intenso che non passa inosservato. Capita spesso che degli sconosciuti si fermino ad ammirare ‘che begli occhi ha questa bambina’.

Ogni scarrafone si sa come funziona, ma statisticamente, dato il numero e la frequenza degli apprezzamenti, posso anche riportarlo come dato di fatto.

Però non sarei mai arrivata a pensare che 

“Signora… ma che occhi celesti incredibili ha sua figlia… l’ha chiamata Celeste vero?”

Ho dovuto giustificarmi adducendo il preteso che non lo potevo sapere prima che nascesse!

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13 Replies to “In nomen omen”

  1. Non toccarmi il nome Elena , che’ se avessi avuto una figlia l’avrei chiamata così…..
    È’ elegante e classico , sfruttato , si’ , ma non così tanto come potrebbe sembrare , non chiassoso o sfacciato , non “alla moda” , …insomma ,…… poi mi è’ nato Enrico…..

    P.S.Complimenti per gli occhi di tua figlia Viola , devono essere unici!

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    1. Sono azzurrissimi… non è un azzurro di quelli glaciali che a me incutono un po’ di timore… sono gli stessi occhi che aveva mio papà e anche l’altro nonno ha gli occhi della stessa tonalità quindi una questione più genetica che merito mio insomma 😉

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  2. Sia Viola che Sofia sono delle mie cugine 😊, se fai la terza chiamala Paola così mi nomini tutto il parentado 😂. Anche a me piaceva Livio, saputo saputo che era un maschio. Ma è stato subito bocciato. Ci abbiamo messo quasi 9 mesi a trovare un nome che andasse bene a entrambi. Devo dire che da femmina mi paiono tutti più belli.

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  3. Io ho il nome di mio nonno, come forse è facile intuire. Mi sarebbe piaciuto dare il nome di mio padre a mio figlio, ma la mia dolce metà era fermamente contraria e non se ne fece nulla. Ma alla fine ogni nome ha una sua bellezza ed una sua importanza

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