La precedenza è di chi se la prende?

1 maggio, festa del lavoro, entro al supermercato (lapidatemi, ma mi serviva il latte!) quasi deserto. Quando esco piove: raggiungo l’auto e mi accorgo che quello che ha parcheggiato di fianco a me sta comodamente armeggiando con la sua portiera spalancata addosso alla mia.

Capita anche a me, lo ammetto, ma se sopraggiunge il proprietario dell’auto mi affretto almeno a staccare la prova della mia colpevolezza. Comprensiva gli concedo il tempo che mi serve a riporre la sportina nel bagagliaio ma nel frattempo niente, il tizio è ancora lì che lega il bambino al seggiolino, e la sua porta sempre addosso alla mia.

Capisco che sia un’operazione che richiede tempo, lo so bene! quello che non capisco è come possa fregarsene totalmente del fatto che mi è addosso.

Chiedo cortesemente se può staccare la sua portiera dalla mia; risponde stizzito ‘Un attimo’ aggiungendo ‘L’ho solo appoggiata’.

Mancava anche che la avessi sbattuta…!

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Uscita dal parco giochi, pieno pomeriggio di una bella giornata di sole; il cancello insiste su una via a senso unico di percorrenza. 

Dal lato di marcia non sopraggiungono auto, dal lato opposto avvisto una vecchia punto color blu elettrico, costretta a girare a sinistra.

Ho le bimbe a fianco, una per lato; valuto la situazione e le incoraggio ad attraversare e raggiungere il marciapiede dal lato opposto. La punto però non svolta a sinistra, ma procede dritta verso le bambine.

Istintivamente grido: “ma lei è pazzo?” acciuffando Viola per il rotto della cuffia mentre Sofia scatta sul marciapiede.

Il vecchio, affiancato da moglie non meno rimbambita, sporge la testa dal finestrino piccato, rimproverandomi che non eravamo sulle strisce (che nemmeno ci sono).

Una donna che passava lì vicino mi dà manforte e gli fa notare il divieto di accesso; il vecchio ingrana la retro, abbassa la cresta (il finestrino era già giù per controbattere che avrei dovuto attraversare sopra le zebre) e si scusa blandamente, chiedendo sorpreso da quanto tempo hanno affisso il divieto.

“Sono cinque anni che abito qua e c’è sempre stato” rispondo con lo stesso tono con cui ho inveito inizialmente.

“Eh ok ok… ma calmati” mi ammonisce, ancora turbato dal mio tono di voce e dall’epiteto pazzo che ritiene offensivo.

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Due episodi recenti, questi, che mi hanno fatto riflettere: per certo in ogni discussione esiste una componente di ragione e di torto per ciascuno ma è atteggiamento prevalente (a partire da me) quello di ricercare esclusivamente la prima.
 

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11 Replies to “La precedenza è di chi se la prende?”

  1. Oddio, come dici tu c’è sempre una parte di ragione e una di torto. Premetto che io alle portiere ho fatto mettere i gommini, a protezione mia e degli altri, perché che la portiera aperta poggi su un’altra macchina è la cosa più normale del mondo, e se il tizio stava legando un bambino al seggiolino, cosa che forse era pure incapace di fare, forse era più normale che aspettassi tu un minuto o in caso di difficoltà gli offrissi aiuto piuttosto che alterarti.

    Nel secondo caso, dove senz’altro la tua ragione è più netta, bisogna sempre tenere presente quello che il mio istruttore di guida chiamava “lo stronzo di turno (che va contromano/non rispetta lo stop/etc.)”, anche se nel tuo caso mi pare di aver capito che fosse “il rimbambito di turno”.

    “Eh ok ok… ma calmati” è il classico atteggiamento di chi capisce di aver torto quando un attimo era convintissimo di aver una ragione che già urlava, e poi si ritrova a non sapere che blabettare e come arrampicarsi sugli specchi: lo ammetto, è un comportamento che il sangue alla testa lo manda, soprattutto a chi ha appena corso un rischio, ma anche questo rientra nella natura umana. Io, comunque, prima di far attraversare la strada alle bambine, mi sarei assicurata che il veicolo effettivamente girasse, perché non so di dove sei tu, ma Roma di “stronzi di turno” è piena, e bisogna sempre stare in campana.

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  2. Anch’io sono favorevole alle gommine paracolpi da utilizzare sulle portiere delle auto.
    Per quanto riguarda i problemi della strada, anche se noi rispettiamo la segnaletica bisogna tenere l’occhio vigile affinché gli altri facciano lo stesso.

    Se mi ammazzano mentre sono sulle strisce, avrò anche ragione ma non saprei cosa farmene.

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      1. Un mio conoscente dice sempre alla madre, che ha l’abitudine di attraversare sulle strisce pedonali senza guardare, “Tu vuoi avere ragione zoppa”. O anche peggio.

        Chi ha più prudenza la usi! La ragione sarà mia, ma la pelle pure!

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  3. ah, se tutti fossimo più gentili gli uni con gli altri! Sia il tizio al parcheggio sia quello contromano avrebbero potuto chiedere scusa, in primis, avendoti arrecato un disagio (il primo) e uno spavento (il secondo). Un sorriso di scusa può valere più di un prozac

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