Raccomandazioni 

“Stai attenta Cappuccetto Rosso: non attraversare il bosco, e non fermarti a parlare con nessuno”.

Tempo fa frequentavo un gruppo fb di Mamme, quelle con la M maiuscola, che sanno sempre cosa è giusto e cosa no.

Più che frequentavo dovrei dire leggevo, perché mi trovavo sempre molto impreparata, inadeguata, indietro.
Leggevo i loro dubbi e i consigli che prontamente arrivavano dalle altre: sapevano esattamente a che ora sia giusto coricare i pargoli e cosa preparare loro per cena; sapevano quanta TV concedere, se permettere l’uso del tablet e degli smartphone.

Un giorno una ha scritto che le sue figlie dovevano fare una ricerca scolastica e lei ha imposto che non adoperassero Google ma la cara vecchia enciclopedia.
Io sono rimasta attonita: fare le ricerche in Google è uno dei passi più importanti che un percorso formativo possa prevedere.

Individuare le parole chiave da utilizzare, selezionare i siti attendibili, assegnare una corretta importanza alla mole di informazioni reperite.
È inutile voler imporre una metodologia assolutamente obsoleta, che fosse i Quindici, Conoscere o la Treccani: la fonte cartacea non può competere in alcun modo con lo scibile elettronico.

Ritengo che da parte della mia generazione ci sia il timore di non saper gestire ciò che riguarda la rete globale, che ci sia molta ignoranza nei confronti di internet e per questo si scelga di ‘vietarlo finché possibile’.
Ritengo anche che, sia pur comprensibile, questo atteggiamento sia limitativo.
Dovremmo insegnare alla generazione successiva alla nostra, ma forse dovremmo prima impararlo noi, ad utilizzare gli strumenti nella corretta maniera; vietare, chiudere, proibire non è la soluzione.
La soluzione è discernere, separare il buono dal nocivo, come quando si sbuccia un frutto: forse diciamo ai nostri figli di non mangiare le banane, o gli insegniamo a sbucciarle? Le noci, se sgusciate, sono ottime; certo il guscio non va rotto con i denti. Le patate? Crude fanno schifo, ma perché non mangiarle cotte?
Arrivo al dunque: il filone social della rete.

Il problema è che non esiste un criterio oggettivo per riconoscere le persone che si celano dietro le tastiere. Bisogna affinare una certa sensibilità e imparare a distinguere ciò che è artefatto da ciò che è sincero.
Non posso essere io a fornire un principio di valutazione, mi spiace.

Voglio solo sottolineare che, attraverso i forum tematici agli albori e successivamente tramite i vari social network e i blog ho instaurato delle relazioni che mi hanno riservato meravigliose sorprese.
A coloro che criticano qualcuno perchè ‘sta sempre col cellulare in mano’ mi viene da obiettare

1. ma cosa ne sai di cosa sta scrivendo / leggendo?

2. forse era più nobile vedere lavorare all’uncinetto? o sgranare il rosario? o calare il fante al bar? o girare il cubo di Rubik?

La rete ti consente di accorciare le distanze, che fisicamente sono importanti, e allacciare legami con coloro con i quali hai argomenti in comune.

E’ un’arma potente e, in quanto tale, certamente pericolosa; dobbiamo imparare ad usarla, non credo che la soluzione di riporre tutto in un cassetto e accontentarsi di quelle poche persone che fanno parte della realtà quotidiana sia la scelta più opportuna.

A Cappuccetto Rosso bisogna spiegare che, attraversando il bosco, può incontrare il lupo; e dobbiamo insegnare una strategia per individuare le uscite di emergenza.

————————————————————————————————————————————

Ringrazio Claudia del blog DiSerieZero per la fotografia e per la conferma che il bosco è popolato di graziosissime creature, non necessariamente di lupi.

Annunci

15 Replies to “Raccomandazioni ”

  1. Ecco! Sto uscendo,capelli semi asciutti e frangia all’impazzata (che se non stento la mia rosa fra i capelli con un colpo violento di phon immediato ne porto la piega stile “OBLIVION” tutto il giorno),fresca di doccia e pronta al lavoro ed arrivi tu,dolce a dismisura,che mi fai piangere accipicchia!!! Però non portavo mascara,ho evitato figure di Panda… grazie Elena 💖💖💖

    #machebellocommuoversi

    Liked by 1 persona

  2. Ciao, Elena,
    Certi atteggiamenti retrivi , camuffati da “sapienti” , mi fanno stare male.
    “Niente viaggio a New York in aereo, perché’ una volta si andava per nave” mi pare potrebbe essere l’equivalente della ricerca fatta sul cartaceo quando esistono vie più veloci e coerenti con i tempi in cui vive la bambina…

    Liked by 2 people

  3. Sagge parole, nel bosco è pieno anche di deliziosi coniglietti, cespugli di lamponi e scorci mozzafiato.
    Purtroppo non credo che dietro al divieto assoluto ci sia la totale protezione, specie quando si parla di bambini/ragazzi che di fronte ad un NO possono vedere una sfida e quindi agire proprio come non si vorrebbe.
    Siamo tutti diversi e forse una regola univoca non esiste, ma sul fattore coscienza non si può scherzare, fingere che non esistano i pericoli non è il modo migliore per evitarli.

    Liked by 1 persona

  4. Internet è stata la fonte di parte della mia tesi universitaria datata 2001 e anche di precedenti tesine e lavori di gruppo.
    E anche oggi, per lavoro, mi capita di fare ricerche sul web per capire cosa fanno le aziende, di cosa si occupano e a quali clienti si rivolgono. Basta, come dici tu, saper selezionare e scegliere le giuste chiavi di ricerca. Anzi, aggiungerei che dà anche una gran capacità di sintesi… perché le parole chiave non vanno messe a caso!

    Liked by 2 people

  5. medaglia! Io i blog di mamme li ho sempre evitati, magari sbirciati per farmi quattro risate. Buonsenso e un pizzico di follia sono stati la mia chiave. Cmq io chiedo spesso al signor Google ogni genere di cose: “quanto è grande la balenottera azzurra?”, “mi fai vedere come è fatto un Varano di Komodo?” “come si fa il questa nota col flauto?”. Cosa c’è di più bello che avere una domanda e trovare una risposta?
    Alla fine questi saranno gli striumenti che dovranno utilizzare in futuro, tanto vale insegnar loro ad usarli.

    Liked by 1 persona

    1. … e che frustrazione, almeno per me, non riuscire a porre la domanda, quando sono certa che la risposta è lì, in qualche pagina che il motore di ricerca saprebbe restituirmi, se solo io gli dicessi esattamente le cose…

      Mi piace

  6. Io evito da sempre quei gruppi (non solo su FB o WhatsApp, ma anche di quelli che si incontrano al patronato) dove c’è il saggio di turno che come un tuttologo ostenta le conoscenze più disparate, per te, per i tuoi figli e per qualsiasi cosa.

    Ciò detto, ovvio che internet sia una grande risorsa, ma attenzione! Non è l’unica risorsa.
    A volte un approfondimento cartaceo può essere indispensabile, perché (a parte forse Wikipedia) l’attendibilità di molti siti può anche essere messa in dubbio.
    Proviamo a pensare alle malattie, in internet trovi tutto ed il suo contrario (pensa a me con la psoriasi). Se invece prendi un libro che parla di malattie della pelle, magari fai centro senza problemi.

    Liked by 1 persona

    1. certo, una delle cose più importanti è saper filtrare ciò che si trova, altrimenti anche andare a scuola diventerebbe superfluo….
      il metodo è una cosa, le nozioni sono altro
      e attingere a nozioni limitate perchè non si ha metodo…. è riduttivo!

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...