La malizia è nelle orecchie di chi ascolta

Una sera del mese scorso ero a casa di amici; Sofia giocava con due coetanee e si erano inventate una coreografia sulla base di

Come il crimine senza regole

Come le ragazze con il grilletto facile

Entriamo senza pagare

Come i calciatori di serie A

Confesso che un po' strideva cantato da loro, bambine di 7-8 anni, e il doppio senso è schizzato a galla come una bollicina di aria.

Però no dai, che senso avrebbe? Se il paragone è col crimine, il grilletto è quello della pistola, altrimenti non si spiega.
(A onore del vero nei locali si paga all'uscita, non all'ingresso, e anche questo non si spiega).

Poi qualche giorno fa ho letto un post in cui una mamma racconta che sua figlia al centro estivo ha avuto la soffiata da un amichetto che il grilletto non è quello della pistola.

Tra i commenti qualcuno considera
che aveva avuto più difficoltà a spiegare ai propri figli un altro verso, di un brano dello scorso anno

E ancora un'altra estate arriverà

E compreremo un altro esame all'università

(Per questa stessa canzone ho già raccontato di come ho spiegato a Sofia che io non lanciavo reggiseni ai concerti).

Anche a Sofia un'amica ha detto che Rovazzi non è un gran cognome ma… mamma te lo dico in un orecchio… è un gran coglione, me lo ha detto la mia amica al centro estivo.
Questi centri estivi sono veramente una manna per l'esegesi dei testi della musica leggera, devo considerare di frequentarli anche io!

Ai miei tempi sempre al centro estivo avevo sentito un bambino cantare "sono solo canzonette" ma invece di chiedere 'non mettetemi alle strette' questo invocava 'non toccatemi le tette'.

I bambini hanno i radar per individuare i doppi sensi o le parolacce nei testi: Viola canta a squarciagola il pezzo di 'Andiamo a comandare' in cui J-Ax chiede a Rovazzi 'Che cazzo fai?'.

Sempre Viola, nemmeno tre anni, età in cui alcuni bambini ancora non parlano, nell'incipit di Molto interessante dove Fabio De Luigi raccomanda 'No parolacce' lei ripete il monito con aria furbetta, prima di considerare 'si ma… hai rotto le balle'.

Invece di Levante che canta 'Sei un pezzo di me…' non se ne curano proprio, non colgono la possibilità di prolungare il verso, e poi essere un pezzo di qualcun altro è un bellissimo complimento, cosa può nascondersi dietro? A me piace un sacco, a loro non interessa.

Il testo di una canzone è una zona franca: non sto commettendo turpiloquio, sto riportandone fedelmente i versi. Vaffanculo di Masini docet.

Dal canto mio preferisco i testi espliciti, che i doppi sensi spesso mi lasciano dei grandi interrogativi.

Ricordo che da piccola qualche volta li intravedevo dove proprio non c'erano, tipo Fiordaliso che alle mie orecchie voleva depilarsi (e non defilarsi) per i fatti suoi.
Oppure non li riuscivo a cogliere per niente, che ancora oggi non mi è chiaro quale pensiero stupendo avesse Patti Pravo.
E il kobra cosa sarà mai se non un serpente?

Tornando al recente, l'illuminazione che gli usurai dei cervelli deboli cantati da Biagio fossero gli psicanalisti mi ha inorgoglito un bel po', e compensato di tante incomprensioni passate.

Però certi paragoni mi suonano veramente misteriosi:

E non cerchiamo un simbolo

A volte per l'amore, a volte un sigaro

È soltanto un sigaro

(Nek – Freud)

Bene… E le altre volte, cos'è?

Oppure

Beviamoci su che qualcosa qui non funziona

Siamo come i tori a Pamplona, Pa-Pamplona

Cioè? Come sono i tori a Pamplona?

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19 Replies to “La malizia è nelle orecchie di chi ascolta”

  1. Io sono giunta alla conclusione di poter quasi quasi scrivere un testo anche io… non per criticare nessuno, ma certi testi soprattutto dei tormentoni li trovo illeggibili… vogliamo citare Maria Salvador?? Cantata da bambini di 8 10 anni.. 😀

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  2. Mi hai fatto morire con quella di Fiordaliso!!! Ci sono alcune canzonette che sono più famose nelle versioni goliardiche/storpiate che in quelle originali. Io mi ricordo che alle elementari (!!) la sorella di una mia compagna aveva parafrasato una canzone di Jovanotti (di cui non ricordo né il titolo né le parole, ricordo solo la versione di questa bambina ed erano gli anni ’90) così: Pasta! Sarebbe meglio se parlassi di posta. Avrei davanti fettuccine e poi spaghetti invece di lettere e di biglietti. Vorrei mangiare fettuccine all’aragosta, penne, gnocchetti, pasta all’arrosta (?)… continuava così per l’intera canzone. Ma la hit più celebre storpiata (anche di questa disconosco il testo originale, giacché io imparato solo la versione sconcia) era la famosa “Felicità” di Albano e Romina (scusa, ma io non riesco proprio a scriverlo “Al bagno” [ahahaha!]). Faceva così: “Felicitààà! È toccarsi le texxe con le forchette la FEEE-LII-CIII-TÀÀÀÀ / è toccar (il) pistolino col cucchiaino la felicità!” Purtroppo la parte relativa al coltello non la ricordo, ma sicuramente c’era… Mi sono divertita anche a scrivere il commento! Non deve essere facile essere genitori in questo mondo bombardato di volgarità e violenza. Buon lavoro!

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    1. La canzone di Jovanotti è non m’annoio e la versione della tua amica è bellissima (tra l’altro io la sentivo verso la fine del liceo, da cui deduco che sei ben più giovane di me)

      Quanto a Fiordaliso, a me sembrava legittimo richiedere di depilarsi in santa pace, che è una cosa da farsi in solitudine.
      Poi su felicità ho riso un bel po’ fino a che mio marito che stava guidando mi ha esortato ‘con parole tue’ a spiegare anche a lui perché ridevo…

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      1. È vero! Era “Non m’annoio!” Pensa che ricordo solo la versione della mia amica. Settimana prossima dovrò tenere una lezione di italiano dove canteremo una versione storpiata di Volare di Modugno (che abbiamo ascoltato nella lezione precedente). Il titolo sarà però “Mangiare” e la prima strofa fa così: “Spero che un sogno così non ritorni mai più / mi preparavo a mangiare una pasta al ragù. / Poi d’improvviso la pasta era bianca e scondita / ma incominciamo a mangiarla: tristezza infinita! (Nota che è presa da un libro di testo)

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    1. A me onestamente non dà troppo fastidio il turpiloquio di Fedez / Rovazzi / JAx… mi dà molto più fastidio che sminuiscano i social (vorrei ma non posto o altri sermoni che emergono dalle loro canzoni) e poi sui social abbiano costruito la loro fortuna (vedi coppia Fedez ferragni che da due sfigatissimi si presentano come divinità )

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