Un penny per i miei pensieri refrigeranti

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Tranquilli, non è una richiesta di denaro, mi basta condividere con voi una storiella refrigerante che mi è tornata in mente a pranzo qualche giorno fa.

Si parlava di climatizzatori, in particolare di guasti ai climatizzatori, di questo caldo ostile (ostile ai più, io lo apprezzo), di sopravvivenza alle temperature elevate, di alternative ai climatizzatori.

Uno dei commensali se ne esce raccontando di aziende che commercializzano ghiaccio e a me la cosa è rimasta impressa perchè proprio la stessa mattina alla radio avevano raccontato di tre imprenditori della zona che hanno fatto fortuna grazie al ghiaccio.

Un altro dei commensali schernisce l'attività menzionata, perchè tanto il prodotto arriva a destinazione già tutto sciolto; io non gli dò peso perchè questo collega è disprezzo-uno-stile-di-vita.

Qualunque sia l'argomento lui ha da ridire, che non si fa così, che solo in Italia, che altrove è meglio, che lui aveva uno zio che.
Aveva appena terminato una filippica sull'uso delle cinture di sicurezza, che lui ha l'esenzione, ma sui sedili posteriori a cosa serve, ma quelli che vanno in moto non la usano, ma negli altri paesi non è obbligatoria.

Penso che ognuno di noi abbia nella sua cerchia di conoscenze un simile elemento, colui che sa tutto ma quando gli chiedi di aiutarti sguiscia come un'anguilla e arrangiati.
Si capisce perché io non presti tanta attenzione alle conversazioni, che partono sempre per la tangente con un tale partecipante, così ho iniziato a pensare a quanto impiega a sciogliersi il ghiaccio.

Mi sono tornati in mente due episodi, esempi pratici che sciolgono, in ogni senso, il dubbio fisico su cui stavo ragionando.

Il primo risale a qualche decade fa, quando andavo in vacanza in campeggio con i miei genitori. I campeggi di allora non sono nemmeno lontani parenti di quelli di adesso, villaggi super attrezzati.

I campeggi di allora lo erano nel vero senso della parola: picchettavi la tenda, gonfiavi il materassino, dormivi nel sacco a pelo e mangiavi su tavolini improvvisati quanto traballanti.

La corrente elettrica non raggiungeva tutte le piazzole e comunque noi ne facevamo tranquillamente a meno: lampada e fornellino alimentati a bomboletta di gas, nessun elettrodomestico (no televisione, no asciugacapelli, ovviamente no telefoni); il frigorifero si riduceva ad un contenitore termico che evitava che le pietanze si deteriorassero in poche ore.

Pochi giorni fa ho letto un post nostalgico dai toni ah-come-era-bello-il-campeggio. Anche no, ma casomai ne parlerò in un altro momento.

Il frigorifero dicevo era uno scatolone dalle pareti isolanti in cui creavi il fresco con le buste refrigeranti, da portare ogni 24 ore al market dove te le riponevano nel freezer dei surgelati e il giorno dopo non le trovavi più, perchè qualcuno le aveva scambiate con le tue, già fresche, e ti aveva lasciato lì, forse, le sue, calde. Forse.
Così i campeggi più all'avanguardia vendevano dei blocchi di ghiaccio da un paio di kg, che tenevano sì fresco ma poi ovviamente si scioglievano e il formaggio che volevi mantenere per la sera te lo trovavi a galleggiare insieme alla mortadella e buon appetito.

Le vacanze con i miei genitori non erano mai ripetitive, ogni anno si cambiava meta, stessa spiaggia stesso mare solo nella canzone. Di conseguenza io non ho mai avuto 'gli amici del mare' ma nemmeno il piacere di consolidare i percorsi che dalla piazzola portavano alla spiaggia, ai bagni, al market.
Mi assegnavano piccole mansioni tipo vai a lavare i piatti, a prendere acqua con la tanica (no, l'acqua corrente non faceva parte delle comodità), a comperare un litro di latte; e io, che quando veniva distribuito il senso dell'orientamento ero da qualche altra parte, forse a nuotare, mi perdevo, immancabilmente.
Impiegavo ore per cercare la piazzola, e non sapevo nemmeno come fare a chiedere indicazioni: peregrinavo fino a che, per esclusione, la trovavo.

Questo scenario per dire che io lo so bene che il ghiaccio a blocchi impiega parecchio a sciogliersi, che quella volta che mi hanno spedita al market a prendere il cubone sono riuscita ad arrivare con ancora metà del blocco compatto, e il resto liquefatto lungo il tragitto, tipo Pollicino, così capivo se da quel sentiero ci ero già passata.

Il ghiaccio a pezzetti si scioglie più in fretta, ma se è tanto, comunque impiega parecchio tempo.
Anni fa, appena una decina in questo caso, nella squadra di nuoto c'erano alcuni elementi che amavano organizzare festicciole estive in campagna.
Chiamavano tutti gli amici, e gli amici degli amici, ognuno portava qualcosa e si metteva un po' di musica.
Tra gli ospiti, a volte in veste di organizzatore altre di invitato, vi era tale Matteo; anche Matteo è un personaggio caratteristico, uno di quelli che in tutte le compagnie ce n'è uno. Lui è quello che arriva sempre dopo, che non si affretta per rispettare gli orari o gli impegni presi.
Così quella volta che era invitato ha chiesto cosa doveva portare quando tutti ormai si erano presi la loro parte di incarico e se ognuno porta per due / tre volte il quantitativo che mangerebbe va a finire che viene avanzato un mucchio di cibo.
"Matteo porta il ghiaccio per mettere le bibite in fresca" il compito che gli viene assegnato.
E ovviamente non è che puoi procurartelo la mattina per portarlo la sera, no: lo prendi subito prima, giusto quando sei di strada.
Ma Matteo non è, come dicevo, uno che si anticipa; arriva alla Auchan in orario di chiusura e pensa di trovare il ghiaccio senza nemmeno aver verificato se sia presente in assortimento.
Spiacenti non abbiamo ghiaccio da vendere, si sente rispondere, ma essendo in orario di chiusura il banco del pesce gli propone di tirarsi su quello che durante il giorno ha mantenuto arzille le triglie e le orate.
A Matteo non par vero: ghiaccio disponibile e a prezzo zero, fantastico.

Se non che quando gli invitati vedono una buona quantità di ghiaccio tritato fino non pensano più ormai alle bibite da refrigerare: come Homer Simpson quando vede le ciambelle perde la testa, ci sono due o tre che pensano bene di farsi un cocktail.

Cosa c'è di meglio in una calda serata estiva di un mohito al gusto di branzino?

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7 Replies to “Un penny per i miei pensieri refrigeranti”

  1. Che idea , quella del ghiaccio ai distributori di benzina, …ma in Argentina , vedo…
    (quando ci vivevo io , la’ , nemmeno per sogno …., pero’…)

    Mia nonna raccontava che in estate , a Milano , c’era l’uomo del ghiaccio..
    Arrivava al 5 piano del nostro condominio , tutti i giorni alla stessa ora (abbonamento?)
    con un parallelepipedo di ghiaccio che trasportava in spalla , dentro una tela di sacco…

    In casa c’era la “ghiacciaia”, che all’interno aveva un contenitore apposito , e dove si tenevano i cibi al fresco

    D’inverno?
    Il davanzale della finestra….!

    In quanto al burro lo si manteneva In un contenitore con coperchio ben chiuso , nel lavandino di cucina sotto il rubinetto dell’acqua fredda…..

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    1. Ma il tuo Achille ha il suo tallone, ne hai parlato giusto qualche giorno fa.
      Quello che lavora con me è veramente uno convinto di non sbagliare mai, a costo di cambiare versione di pensiero 10 volte nel corso di una stessa discussione…

      Liked by 1 persona

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