Le vespe, i cetrioli, il vento

Da bambina mi divertiva una barzelletta che diceva più o meno così:
"All'ora di pranzo un tizio sta per sedersi a tavola quando sente suonare il campanello; chi è? chiede. Apre la porta e si trova davanti un'ape che si presenta: sono Tito!"
Così per le canoniche tre volte fino a che la spiegazione: l'ape Tito vien mangiando.
L'APPETITO VIEN MANGIANDO.
Bene: anche le vespe, oltre che le api, si presentano puntuali.

Colazione, pranzo e cena tutta una partita di tennis a cercare di cacciare le predone.
In molti ristoranti hanno inventato una trappola costituita da una bottiglia di plastica appesa su cui sono innestate altre due mezze bottiglie, che fungono da invito ad entrare. Una volta dentro non dovrebbero più uscire, in teoria.

Questo meccanismo mi riporta in mente un'altra barzelletta dell'infanzia:
"un italiano, un francese e un tedesco vanno in vacanza; le stanze dell'albergo in cui alloggiano sono invase dalle formiche. Al mattino successivo il francese e il tedesco si raccontano che non hanno dormito e come hanno provato a scacciare le formiche. L'italiano scende riposatissimo, rivelando il suo trucco: ne ho ammazzate un paio, tutte le altre sono andate al funerale".

Ecco, forse questo vorrebbe essere il principio di funzionamento della trappola per vespe, ma ahimè le vespe sono meno sensibili alle parentele delle formiche!

Puntuali come le vespe, a colazione, pranzo e cena si presentano immancabili i cetrioli.
Non c'è niente da fare, provi a chiedere in qualunque lingua che non li mettano nell'insalata, ma al limite li tagliano con forme diverse: a fettine o a cubetti il cetriolo c'è, altro che prezzemolo. E dire che a me disturba anche l'odore, al punto che mi infastidisce anche Acqua di Gió, il profumo da uomo di Armani che ha un vago sentore di cetriolo.

Dopo le vespe e i cetrioli, al terzo posto degli importuni c'è il vento; di buono ha che è antagonista delle vespe. Però nemmeno correre dietro ai tovaglioli che volano è il massimo.

Che poi a dirla tutta, i tempi di attesa per il servizio al tavolo sono piuttosto lunghi: a volte per l'organizzazione in cucina (non si può dire che osservino tempi di cottura perché più di una volta ci sono stati serviti cibi – carne o patate – al dente), a volte perché non hanno compreso l'ordinazione, a volte semplicemente perché siamo abituati troppo bene. Ma in fin dei conti siamo in vacanza, che problema c'è ad aspettare seduti in tranquillità con vista su un mare meraviglioso?

(Altra nota dolente: gli scarichi del cesso. Deboli, o forse la carta igienica troppo resistente, sta di fatto che la carta non va gettata nella tazza ma in un apposito cestino).

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