I ristoranti e le spiagge

Ogni giorno ci spostiamo a visitare una spiaggia diversa, e anche mangiamo in un posto diverso: a pranzo nel ristorante in spiaggia, a cena dove ci ispira.

Ogni volta lo stesso copione: can you tell me the password for the Wi-Fi?
A parte che il risultato spesso è vano perché il Wi-Fi c'è ma non si vede, e se si vede dorme, ma è interessante scoprire i meccanismi di composizione delle parole chiave, tutti fottutamente identici e nessuno prevedibile!
In genere la password è composta dal nome del locale più una sequenza di cifre, che possono essere l'anno 2017 o 1234 o 001. In un caso era 'non te lo dico' nell'idioma locale.

Comunque il fatto di aggiungere tutte queste reti al mio smartphone ha fatto sì che a fine vacanza mi bastava spostarmi di qualche centinaio di metri per agganciarmi all'uno o all'altro router.

Un giorno nel nostro peregrinare di lido in lido approdiamo ad un sito affollatissimo; è strano perché nemmeno il giorno di ferragosto abbiamo faticato a trovare posto. In prossimità della destinazione vediamo che le auto che cercano parcheggio vengono divise in due flussi; immaginiamo che uno sia il parcheggio a pagamento e l'altro libero. Abbassiamo il finestrino per proporre la quota necessaria e ci chiedono dove siamo diretti: restaurant? Foam party?
In effetti alcuni cartelloni affissi lungo la discesa pubblicizzavano l'evento, inizio ore 13,30, con la presenza di una star locale.

Ora forse io sono un po' fuori dai giri ma ero rimasta che gli schiuma party erano tipici delle nottate nelle discoteche di Ibiza. Con 40 gradi al sole e dopo aver spalmato la lozione solare ho due desideri alternativi: stendermi sul lettino o tuffarmi in acqua, non certo avventurarmi nella bolgia tra la schiuma.

Alla nostra risposta 'beach' ci indirizzano verso una meta imprecisata… (a quel paese?).

Il giorno del compleanno di Viola, ci siamo svegliati con una fastidiosa sensazione, che si è rivelata essere una forma di gastroenterite. Per fortuna le bambine sono rimaste incolumi. Fortuna per modo di dire perché alle richieste 'Andiamo a fare il bagno? Giochi con me? Mi porti in spalla? Mangiamo il gelato?' era difficile dare risposte esaurienti. Ci siamo alternati nella gestione ed intrattenimento delle piccole. A me tra altri momenti è toccato quello della cena. Siamo andate in una creperia e mentre attendevamo le nostre portate
SQUAAAASHHHH
su un tavolo accanto al nostro un tendone di copertura, sovraccarico dell'acqua accumulata durante una pioggia pomeridiana, ha scaricato una secchiata sopra tre avventori che serafici hanno cambiato tavolo.
Se fossimo stati noi sotto con una torta di compleanno si sarebbero spente le candeline in una maniera così singolare che Viola lo avrebbe ricordato a lungo!

Una sera scegliamo un ristorante lungo il mare, ma dal lato opposto della strada, che è l'ultimo del centro abitato. Quando entriamo è semi vuoto, ma c'è una tavolata apparecchiata per 25 persone suppergiù.

Mentre attendo seduta al tavolo osservo tre donne che entrano, di età diversa ma molto somiglianti l'una all'altra.
Alla spicciolata arriva tutta la compagnia e occupa la tavolata; gli uomini costituiscono la minoranza, si spalmano sulle sedie e non si muovono più. Le donne, di tutte le età tra i 15 e i 75, sono varianti dello stesso clone.
Se sono rimaste sedute più di 20 secondi consecutivi tutte quante io sono Belen Rodriguez.
Prima si sono salutate e abbracciobaciate a due a due; poi hanno scattato un servizio fotografico a tutte le possibili combinazioni di gruppi di tre o quattro.
Hanno brindato, rigorosamente in piedi, mentre la più giovane tentava di addormentare il fratellino o cuginetto che fosse, per aggiungerlo alle fila degli uomini spalmati (lui nella culla anziché sulla sedia).

Quando hanno servito le portate in tavola credevo si sarebbero finalmente sedute e avessero lasciato campo libero al povero cameriere che doveva fare le gimcane per portare i piatti ai commensali; invece hanno iniziato a danzare.
La musica nel locale ha alzato i toni, è partita una selezione di melodie balcaniche e hanno proseguito con un ballo di gruppo molto simile a un sirtaki.

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