Tirando le somme (The end)

Finora ho parlato degli aspetti critici, ma per completezza va detto come stanno le cose dal punto di vista paesaggistico.

La costa si sviluppa alle pendici di una catena montuosa: il litorale è ghiaioso (ad eccezione di alcune baie e di Saranda / Ksamil).

L'ingresso in acqua non è dei più agevoli perché i sassi pungono i piedi e la ghiaia sprofonda. Dopo pochi metri dal bagnasciuga già non si tocca più.

Grazie all'assenza di sabbia l'acqua è limpidissima, di un azzurro quasi trasparente. La temperatura dell'acqua è tendenzialmente fredda, ma una volta immersi gradevole.

Per me che odio la sabbia che si attacca ai piedi e che non ho difficoltà a stare a galla è una situazione ottimale; mi rendo conto che altri possono non giudicarla allo stesso modo.

Il clima è splendido: fa caldo ma è sempre ventilato e comunque non c'è umidità; alla sera fa fresco.

La cucina non offre ampie alternative ma a me il pesce piace quindi non avverto l'esigenza di qualcosa di diverso.
Zuppa di pesce; risotto ai gamberi o linguine allo scoglio; branzino o orata alla griglia, calamari grigliati o fritti.
Il tutto assaporato con vista mare

Sempre disponibili anche la carne (filetto di pollo o di maiale), le insalate (cetrioli inclusi), la pizza, i formaggi, le crêpes, le patate fritte e le verdure grigliate.

Frutta fresca e molto saporita (piatti di anguria, melone e pesche a tocchetti).

In spiaggia ci sono i venditori ambulanti e passano a proporre frutta fresca (lamponi, ribes, uva, fichi, banane).

I prezzi sono oltremodo interessanti: a pranzo per dare un'idea mangiamo in 4 (ok, 2 adulti e 2 bambini) con la cifra che in Italia ti chiedono in certe pizzerie per una persona. Solo che noi 4 mangiamo pesce.

A Tirana incontrare degli italiani mi pareva una cosa straordinaria: quando sei all'estero e senti parlare la tua lingua ti sintonizzi subito, è come se tra mille colori tu riconoscessi proprio lo stesso pantone di qualcosa di tuo, e inevitabilmente ascolti, e poi socializzi (io, ma forse si tratta più di arte nell'attaccare bottone la mia?).
Invece di italiani ce ne sono molti, indicativamente un 30% del turismo, tanto che ho incontrato anche un collega nuotatore master.

Secondo la locandiera di Ksamil il turismo italiano e francese è diventato molto presente, a suo dire il 50% del totale, da quando le reti televisive nazionali hanno trasmesso, in Italia e in Francia, un documentario della durata di mezz'ora sulle coste albanesi.

Credo che nel giro di pochi anni comunque arriverà anche al 70%.

Se la consiglio come meta delle vacanze?
Dipende!

Se la vostra idea di vacanza è legata ai comfort NO.

Esistono chiaramente diversi livelli di strutture ma di fondo il contesto rimane lo stesso, e chiudersi in una prigione dorata ha poco senso, per il mio modo di vedere.

Il bello di girare è anche rendersi conto con mano di come si vive nel resto del mondo, sia pure dal punto di vista vacanziero.

Se non potete rinunciare alle serie TV, a internet, al gioco aperitivo, al servizio al tavolo preciso e puntuale, alla piscina, alle passerelle serali, ai capelli sempre in piega… lasciate perdere.

Ho trovato, sotto certi aspetti, anche meno di ciò che mi aspettavo: per alcuni beni contavo di acquistare sul posto ciò di cui avevo bisogno (pile AAA, balsamo per capelli, prodotti generici per l'igiene personale) scoprendo che sono difficili da reperire.

Se al contrario amate il mare, il buon pesce, il paesaggio incontaminato
e accettate un ritorno al secolo scorso per un periodo di stacco, questo posto va benissimo.

Non c'è stata una spiaggia dove il panorama non fosse mozzafiato, non c'è stato un locale dove posso dire di aver mangiato male.
Il tutto a prezzi assolutamente contenuti.

Per il resto io non chiedevo di più.

La zona è un paradiso terrestre tale che ci si potrebbe incontrare Adamo ed Eva, da quanto è rimasto immutato.

Alle spalle i monti, davanti il mare, silenzio interrotto dal canto degli uccelli.

È sicuramente necessario un po' di spirito di adattamento, ma si viene ampiamente ripagati 'in natura'.

Non saprei dire se il miglioramento delle infrastrutture e dei servizi sia auspicabile per due ordini di motivi.
Il primo è che costruire, cementificare, aggiungere offerta ha inevitabilmente l'effetto di guastare ciò che è, e di attrarre molte persone che fanno il resto del danno.
Il secondo è che i costi degli interventi vanno a ripercuotersi sugli utenti finali, cioè i turisti.

Di posti celestiali dove si spende tanto ce ne sono già parecchi, sia a breve che a medio-lungo raggio.

Sono stata una settimana a Formentera nel 2006, tanto per fare un esempio, e ricordo ancora di aver pagato 17€ per un mohito e una birra presi da un camioncino ambulante. O 25€ per due daiquiri a Mykonos, nel 2009.

Qui invece comodamente seduti al bar un espresso costa l'equivalente di 0,50€, e siamo nel 2017.
Un pranzo in riva al mare per quattro persone a base di pesce lo abbiamo sempre pagato una cifra variabile tra i 25€ e i 30 €, bibite gelati e caffè compresi.
Se si scelgono menù più semplici la spesa si aggira attorno ai 15/20 €.

I lettini in spiaggia 'a casa mia' (intendo Sottomarina, non aggiungo altre considerazioni) costano 7€ cadauno. Questa stessa cifra è richiesta qui per una postazione di 4 lettini, più due ombrelloni.

I villaggi turistici del mar rosso funzionano col metodo all-inclusive: paghi anticipatamente ogni possibile servizio, compreso un quotidiano buffet luculliano e la finta amicizia degli animatori.

Io preferisco scegliere di volta in volta cosa mangiare, senza esagerare e senza farmi mancare nulla.

È vero che si può optare anche per il fai da te: un appartamento con cucina, con tanto di spesa da fare, pasti da preparare, un minimo di riassetto quotidiano. Ma allora è il concetto stesso di vacanza che viene un po' sacrificato.

12 Replies to “Tirando le somme (The end)”

  1. Questo non è un ‘post’, è un vero articolo di giornalismo che spiega con precisione quali siano i pro e i contro di una vacanza sulle coste albanesi.

    A livello personale credo sia una meta molto interessante, perché ho un buon spirito di adattamento. Ma MDM (Mia Dolce Metà) e mio figlio sono meno accomodanti.

    Grazie per il resoconto, scritto con passione. Credo che questa vacanza ti abbia davvero arricchita dentro.

    Piace a 2 people

    1. Onorata dal tuo commento Andrea, veramente… prima di partire mi sono sentita molta curiosità addosso per la mia scelta, chi mi ‘ammirava’ per l’avanguardismo chi mi osservava molto scettico per la destinazione insolita

      Io stessa ero perplessa, non sapendo esattamente cosa…

      Col senno di poi sono contentissima della scelta, penso che nel giro di alcuni anni esploderà ma non sarà più la stessa…

      Piace a 1 persona

  2. Tu lo facevi apposta , lungo tutte le cronache vacanziere a calcare la mano sui piccoli disagi, ecc……

    Mentre , nel leggerti , io provavo invidia per le tue spiagge con vacche e compagnia bella , mi dicevo ” che strano che Elena non sembri contenta di una vacanza cosi’!”
    Come annunciato , oggi hai calato l’asso ( sic)

    Grazie

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  3. No ma, esiste davvero la possibilità di avere i capelli sempre in piega? D’estate, al mare, in vacanza? Io non li ho manco a casa!
    Comunque penso che chi ama viaggiare davvero lo faccia per poter scoprire qualcosa di nuovo, imparare il modo di vivere, la cultura e le usanze locali, per quanto sia confortevole e “sicuro” stare in villaggi e villaggini, non si avrà mai una reale idea di come è il posto…

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    1. Ecco proprio… io in villaggio ci sto anche bene, ma mi sento un po’ prigioniera di un ambiente artefatto.

      Io comunque i capelli in piega non li ho mai, ad eccezione dei dieci minuti post uscita dal parrucchiere…

      Ma al mare vanno veramente via per la tangente!!!

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