WHO’S BAD?

Quando un film arriva al terzo episodio della serie ha ormai esaurito la sua carica di novità, oppure ha acquisito finalmente maturità e spessore?

Se il filone di un film ha sèguito generalmente è perché il primo ha avuto gran successo ma poi i sequel ne trascinano un po’ il senso, consumandolo dell’originalità che lo ha fatto apprezzare.

Cattivissimo Me 3 è l’eccezione alla regola: avevo visto i primi due episodi parecchio annoiata, risvegliata solo dalla vivacità del giallo dei Minions.

Il terzo episodio, da poco nelle sale, mi ha invece aggradato parecchio.

Restano i Minions, geniali ed originali, disegnati ed animati con sapiente mano.

La storia dei Minions però è un elemento di contorno al film, che si articola su una trama un po’ più strutturata delle precedenti uscite.

Più che ‘Cattivissimo me 3’ andava intitolato ‘I 3 cattivissimi’, perché tanti sono i diabolici personaggi che si contendono lo scettro.

Oltre al solito Gru troviamo Bratt, l’antagonista, e Dru, il fratello gemello di Gru (carramba-che-sorpresa, non sapeva di avere un fratello).

Gli ideatori del film devono aver capito che al cinema i bambini ci vanno accompagnati dai loro genitori, e fatti due conti sulle loro età, hanno servito un revival degli anni ’80 su un piatto d’argento: i nastri magnetici, l’aerobica di Jane Fonda, le Big Babol, le pettinature cotonate, le giacche con le spalline, i disegni animati con i robot antropomorfi guidati da un umano, con la consolle dei comandi dentro la testa (ricordate “ha la mente di Tezuia”?).

Il tutto condito da una base musicale di eccezione: Michael Jackson, Dire Straits, Madonna.

Lo scontro tra anti-eroi è il filone principale; la storia è attualissima nella collocazione temporale, ed è allineata alla tecnologia corrente (dispositivi touch per illustrare i piani di azione, che reagiscono allo swipe in tempi immediati); mentre Bratt ‘vive’ ancora negli anni ’80, le scene ‘dei giorni nostri’ sono accompagnate dalle musiche di Pharrel Williams.

Ad intrecciare la storia dei tre antagonisti, c’è la raffigurazione dei ruoli genitoriali di Gru e Lucy, che sono (non più) cattivi per lavoro ma umanissimi con ‘le ragazze’.

A loro spiegano la realtà, nonostante questo equivalga a disilluderle, a rivelare che Babbo Natale (o l’unicorno) non esiste; le difendono a spada tratta, le salvano dai pericoli, quelli reali e anche quelli immaginari, da bravi genitori apprensivi; si pongono dubbi sulla loro condotta e sui modelli che devono trasmettere; e poi si sciolgono quando si sentono dire ‘ti voglio bene’.

In particolare gli ideatori devono aver capito che ad accompagnare i figli al cinema sono le madri: la vera vincitrice-risolutrice infatti è una donna, così come donna è la nuova mega presidente del comitato anti crimine.

Interessante anche il tema del rapporto tra le tre sorelle, di diverse età, e la forma di protezione / guida che sviluppano dalla più vecchia alla più giovane, sopperendo laddove i genitori non arrivano.

Ma non voglio raccontarvi troppo del film… è bello da vedere!

6 Replies to “WHO’S BAD?”

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