Che ci importa del mondo

La storia, di cui è protagonista Viola Agen, mi è sembrata una versione romanzata dell’autobiografia di Selvaggia Lucarelli.

Stessa età, stessa fisicità, stesso tipo di lavoro, stessa situazione sentimentale, stesso figlio con i capelli lunghi e la passione per Godzilla, stesso astio nei confronti del resto del mondo, stessa vena polemica.

La trama è ben gestita, e si arriva alla fine della lettura con curiosità, venendo ripagati con la sorpresa.

Se lo si legge senza vederci il personaggio della Lucarelli e si resta indulgenti è una lettura gradevole.

Io però, pur avendolo letto volentieri, non sono riuscita a staccarmi dal personaggio reale che ci sta dietro e spesso mi sono cadute le braccia, constatando che ‘è proprio fatta così, è lei’.

E perché è bassa di statura che si sente in posizione di inferiorità (mi vien da dirle: ma lo sai che fatica è essere alti?); e perché ha tanto seno però lei non vuole rinunciare a mettersi abiti succinti (oh, e ti pare un problema? Avercene di questi patemi!); e perché è un personaggio pubblico ma è anche una bella donna e tutti la vogliono (ma nessuno la piglia); e perché gli uomini le scrivono i messaggini ma poi non intraprendono azioni concrete… insomma tutto un lamento inutile, su aspetti assolutamente secondari.

Viola è separata dal marito e per mantenere il figlio si inventa la professione di opinionista tv, ovvero va in un salotto pomeridiano (che ha le carte in regola per sembrare quello di Barbara D’Urso) a fare il bastian contrario del personaggio che le assegnano; prima di questo faceva la ghost writer.

Viola colleziona multe per divieto di sosta perché non ha tempo / voglia di cercare un parcheggio.

Viola a casa di un uomo si intrufola in camera da letto per modificare l’illuminazione in modo che lui non si accorga che lei ha la cellulite.

Viola va con le amiche in una SPA e giù pagine e pagine di commenti e critiche sulle altre donne che si aggirano per il bagno turco o la sauna.

Faccio fatica a distinguere Viola da Selvaggia, e constato che è esattamente il personaggio che descrive: scrive bene ma le scappa un po’ di sprecare il suo talento per questioni marginali.

3 Replies to “Che ci importa del mondo”

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