Fai bei sogni

Due lustri generosi sono trascorsi da quando Luca non lavora più alla Midal, più di 10 anni che non vede Arianna tutti i giorni.

Non ci sono più quegli intensi buongiorno, la pausa caffè insieme, lo scambio di occhiate nei corridoi.

Nemmeno Arianna lavora più in quell’azienda, e la loro relazione inappropriata si era dissolta già nel giro di qualche mese, dopo lo scambio arido di poche email di circostanza.

La loro attrazione puramente fisica non aveva trovato l’energia per sopravvivere alla distanza quotidiana.

Poco avevano da dirsi finché trascorrevano gran parte della giornata insieme, niente dopo il distacco.

Frequentano ambienti diversi e scarse sono le probabilità di incontrarsi per caso.

Luca ha rimosso anche ogni contatto dai social network e cancellato il numero di Arianna dalla rubrica.

Nonostante tutto qualche notte ancora Arianna gli torna a fare visita nei sogni; la trova seduta dietro al bancone di un bar con il suo compagno, o nel tavolo del ristorante a fianco al suo, o al centro commerciale a fare la spesa.

Una volta è addirittura scesa dall’auto che aveva accidentalmente tamponato.

Qualunque sia la situazione, l’espressione di Arianna è invariabile: assente, con lo sguardo diretto oltre, non lo fila di pezza.

Queste presenze incorporee disturbano assai la giornata seguente, che Luca trascorre a ripensare al sogno, cercando di interpretare cosa il suo subconscio cerchi di comunicargli.

Se almeno fossero sogni a sfondo erotico lo accetterebbe, ma così è un disturbo bello e buono.

Decide pertanto di rivolgersi alla Sdream, esperti in interferenze oniriche.

Telefona per un appuntamento che gli fissano al pomeriggio successivo.

Gli studi della Sdream si trovano al terzo piano di un vecchio palazzo nel centro storico della città.

Dopo la ricerca di un parcheggio non troppo distante, Luca raggiunge l’edificio; sceglie di non avvalersi dell’ascensore e preferisce la scala, angusta e polverosa.

Quando arriva al portone di ingresso, in lieve affanno, un’avvenente receptionist gli apre e lo fa accomodare.

“Deve essere la stessa che mi ha fissato l’appuntamento al telefono” considera.

Dopo una breve attesa il dottor Pesadillo esce dal suo studio accompagnando il cliente precedente e accoglie Luca con calore.

Ad alcune domande volte ad approfondire la conoscenza segue la presentazione del catalogo completo delle offerte della Sdream:

“Vede signor Borsini” gli dice chiamandolo per cognome “la sua esigenza è piuttosto comune.

I pensieri diurni sono affrontabili, con la razionalità e il buon senso; ma quelli notturni ci colgono disarmati, inermi, indifesi.

I nostri retini cefalici, indossati la sera prima di appoggiare la testa sul cuscino, sono in grado di catturare tutte le presenze oniriche indesiderate. Funzionano come una sorta di antispam: se i suoi gangli si attivano secondo un determinato flusso, gli elettrodi neutralizzano il passaggio di quegli impulsi, impedendo ad argomenti selezionati di formare pensieri notturni”.

Continua Pesadillo:

“Lei ci dovrà fornire le parole chiave per attivare questo antispam: amori irrisolti, amicizie interrotte, professori esigenti che l’hanno tartassata quando andava a scuola, situazioni di pericolo che teme maggiormente. In base alle sue preferenze e alla sua conformazione cranica noi calibreremo la sua personale Sdream-cap e ogni #fantasma del suo passato o timore ancestrale ne rimarrà intrappolato tra le maglie. Al mattino successivo sarà sufficiente risciacquare la cuffietta sotto l’acqua corrente e tutti i suoi peggiori incubi finiranno giù per lo scarico.

Il pacchetto base include le persone scomparse e il ritardo agli appuntamenti importanti; l’opzione esame di maturità la vendiamo bene, sono in tanti a temere di doverla sostenere nuovamente; il suo cruccio maggiore qual è?”

“Arianna” risponde Luca conciso.

“Per i soggetti specifici, che non ricadono nelle definizioni comuni di ex, fidanzata o moglie che sia, avremo bisogno di una messa a punto più raffinata, pertanto i costi subiranno un lieve rincaro.

Ci dovrà portare una foto della sua generica ossessione, perché il filtro in questo caso si basa sull’immagine: tanto migliore sarà la risoluzione, tanto più preciso sarà il blocco. Possiede qualche foto di questa Arianna?”

“Sì” risponde Luca, passando in rassegna mentale dove può aver archiviato la foto dell’ultima cena aziendale a cui avevano partecipato entrambi “ma non è molto recente”.

Pesadillo lo scruta con aria paterna, e dopo un breve silenzio sospira: “Allora Borsini… Vede… è contro i miei interessi ma…”

Fa una nuova pausa, inspira profondamente un paio di volte e poi spiega:

“Se lei già da molto tempo questa Arianna non la vede più, credo che l’investimento migliore sia quello di attendere. Perché prima o poi le capiterà di ritrovarla veramente, intendo in carne ed ossa e non solo nei sogni. Negli anni che sono trascorsi la persona è cambiata, questo è inevitabile, così come anche lei ha qualche chilo in più e qualche capello in meno, immagino che se ne renda conto. Capiterà che se la trova veramente di fianco al banco degli affettati, e in un nano secondo tutta il suo affannoso rimpianto si trasformerà in incredulità: si chiederà se veramente era infatuato di questa donna, con quel viso segnato dall’insonnia e le spalle più curve dell’ultima volta che l’ha vista. E vedrà che magicamente si asterrà dal presentarsi più in sogno. Poi ritorni qui che vediamo di mappare quelli che sono i veri incubi. Questi in fin dei conti sono bei sogni”.

Questo racconto partecipa per #aedidigitali al tema #fantasmi prescelto per la settimana

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