A-E-I-O-U … ypsilon!

“Ti mando un vocale

Di dieci minuti

Soltanto per dirti

Quanto sono felice

Ma quanto è puttana

Questa felicità

Che dura un minuto

Ma che botta ci dà”

Se la felicità dura un minuto e il vocale ne dura 10, a me non tornano i conti: che cosa c’è nei restanti 9? Se dopo un minuto l’effetto è scemato, i 9 minuti di botta come si articolano?

Ho un rapporto controverso con i messaggi vocali.

Riceverli mi dà calore, perché senti la voce dell’altra persona, e senti parole, le inflessioni, gli stati d’animo per esteso, non quelli condensati nelle emoticon.

Le faccine preconfezionate non dànno nessuna garanzia di sincerità: ti mando a quel paese ma poi 😍 … 🙃… sto scherzando…

Se ascolti la voce puoi cogliere infallibilmente tutte le 50 sfumature di vaffanculo; o di ti voglio bene; col messaggio scritto ti resta sempre il dubbio.

Riceverli mi imbarazza, perché io sono abituata al dialogo: parli tu – pausa – parli tu – pausa – parli tu; se sto ascoltando quello che dici a me ad un certo punto sorge spontaneo controbattere ‘ti capisco’, ‘immagino’, ‘ma no dai ti sbagli’, ‘lo vorrei anch’io’, ‘piacerebbe anche a me, ‘no quel giorno ho un impegno’.

Mi viene così naturale che lo faccio, e subito mi rendo conto che sto dialogando con una segreteria, e mi sento abbastanza allocca.

Riceverli mi mette in apprensione: non puoi sbirciare, avere una vista d’insieme e poi rileggere, approfondire. Nessuna anteprima, solo il triangolino e la durata, dentro non sai se ti viene comunicato che è morto il gatto, la Cina ha dichiarato guerra alla Russia, arriva una zia a cena o semplicemente ciao.

Inviarli invece? A inviarli ho imparato da poco.

Imparato è un parolone, diciamo che ho fatto un paio di prove tecniche, riuscite in senso lato.

Sono arrivati a destinazione è più corretto.

Dopo il secondo andirivieni di fumetti col triangolino mi domando che senso ha rimpallarsi messaggi registrati quando ci si può comodamente telefonare.

Anche trasmetterli mi imbarazza perché ciò che dico mi sembra di raccontarlo ai 4 venti, si perde l’intimità.

Qualche sera fa ho visto una che teneva il cellulare di traverso.

Subito pensavo che avesse rotto lo smartphone e che stesse imprecando nel tentativo di ripararlo, ma era troppo serena. Non parlava fortissimo: sembrava che soffiasse via delle briciole, come se ci avesse mangiato sopra dei cracker.

Dopo un po’ ho sentito che parlava, faceva anche delle smorfie, e ho realizzato allora che lo usava proprio come si usa un microfono, o un registratore, e stava mandando vocali in serie.

Faceva discorsi lunghi, piuttosto disarticolati, con tante pause, che non erano dei silenzi ma oooooh, mmmmmhhhh, eeeehh.

Quando ho discusso la tesi di laurea uno dei miei pensieri principali durante la presentazione era quello che non dovevo addormentare la commissione con i vocalizzi tipici di chi sta formulando un pensiero.

Prima della mia avevo seguito altre discussioni e quel continuo mugolio mi dava proprio i nervi.

Fondamentale allo scopo è avere chiaro cosa si vuole dire, che è comunque diverso dal recitare un discorso a memoria, ma prevede una solida preparazione.

Ho capito quindi tre cose:

1) non riesco a mandare i vocali perché per mia natura prima dovrei scrivermi il testo;

2) quando si mandano i vocali non occorre tenere l’orecchio in posizione di ascolto (ecco perché ho tagliato testa e coda del messaggio nei miei tentativi);

3) i nove minuti che mancano ai thegiornalisti sono saturi di oooohhh, eeeeehhh, mmmmhhhh; ma allora… sono veramente dieci minuti di vocali!

8 Replies to “A-E-I-O-U … ypsilon!”

      1. Perché abbiamo più di vent’anni per gamba e le nuove tecnologie sono sempre nuove, per noi che siamo nati offline… 🙂 e da bambini si andava a dormire dopo il carosello.

        Piace a 1 persona

  1. A me non piacciono i messaggi vocali, non ne invio mai e, fortunatamente, non ne ricevo quasi mai.
    La messaggistica, tuttavia, è un importante modo di comunicare, nonostante debba ammettere che io non ne sia portatissimo.
    Purtroppo viene utilizzata al 99% per messaggi assolutamente inutili (come i miei con il gruppo del Fantacalcio), ma a volte sono davvero una scorciatoia imprescindibile.

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