Buona la prima

La sera del compleanno di Viola siamo andati al luna park; mentre le bambine giravano sulla giostra mi sono scattata un selfie.

Osservo il mio viso imperfetto: manca il sorriso, la presa evidenzia il mio naso sgraziato. Ne scatto un altro: qui si notano le rughe, un foruncolo, l’asimmetria tra gli occhi. Un altro: oddio si vede la ricrescita dei capelli. Uno nuovo: ma quanto sto invecchiando? Basta selfies, metto via lo smartphone.

Mentre attendo che il giro della giostra termini vedo avvicinarsi una donna. La mia attenzione viene catturata da distante, un’aura di splendore la circonda.

Indossa con un abito interamente ricoperto di paillettes, argento e oro su base nera. Anche i sandali sono color oro, un modello chanel con un po’ di tacco; incede con eleganza.

I capelli elegantemente raccolti in una coda che attraversa uno chignon ben pettinato. Il make up segnato, con lunghissime ciglia e una spessa riga di eye-liner precisa, che rende il suo sguardo magnetico.

Mi sento inadeguata, di un’ordinarietà quasi avvilente: dovrei dedicare anche io un po’ più di cura al trucco, appena accennato, ai capelli ancora umidi acciambellati dentro una comune pinza. Canotta e shorts mi sembrano già eleganza, per il semplice fatto che la canotta ha un ornamento.

Il tacco solo in occasioni speciali.

La donna ormai mi è davanti, continuo ad osservarla, impossibile staccarle gli occhi di dosso. Ha la mia età, forse di meno, forse di più: è indefinibile. La pelle liscia, di un colore omogeneo, un incarnato perfetto sul suo volto luminoso.

Quando mi è a un metro di distanza per poco non faccio un balzo all’indietro: al posto delle labbra sembra avere due tubetti di burro cacao, le manca solo il motorino envirude.

Mi ricorda quelle caricature che staccavo dal tele7, il giornalino dei palinsesti televisivi, per appenderle al mio guardaroba: visi deformati dal tratto satirico di un vignettista.

È un mostro, o peggio, si è resa un mostro: mi chiedo come fosse prima dell’intervento, quale difetto, reale o immaginario, l’abbia spinta a trasformarsi, deliberatamente, in un’oscenità.

Riprendo i miei selfies: buona la prima.

Questo non significa non avere cura di sè ma … est modus in rebus.

9 Replies to “Buona la prima”

  1. Si è belli quando siamo semplici. Va bene aggiustarsi, pettinarsi, truccarsi, mettere un abito più elegante, ma se si è belli (nel senso naturali), lo siamo comunque. Troppo costruiti diventiamo delle macchiette.

    Visto il selfie: stai benissimo.

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  2. Spesso si notano donne famose (ma anche meno famose..) che nel tentativo di dare un tocco d’interesse ai propri lineamenti ricorrono ad una chirurgia estetica controproducente, che le rende peggio di prima.
    Mi domando quale tarlo abbiano in testa.
    Buona la prima, senza dubbio.

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      1. Sorprende pensare che una persona così visibilmente posticcia e poco bella (almeno da vicino) cerchi di attirare l’attenzione su se stessa, senza un minimo di vergogna. Non che se ne debba vergognare, dico solo che io mi vestirei in maniera appariscente solo se sentissi di essere al top della forma. Inutile dire che succede, se va bene, ai matrimoni altrui.

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