Tre per te

Lo zoccolo duro delle mie letture estive è costituito da una triade. Non nel senso di quelle tipo millenium (da Uomini che odiano le donne in poi) o tipo le 150 sfumature dei vari colori: no.

Una triade nel mero senso di tre: tre libri, completamente indipendenti tra loro.
I primi due sono collegati da un fil rouge che è semplicemente nella mia testa; il terzo non ha nulla a che vedere.
Ecco i loro titoli, così che si capisca di cosa sto parlando:

– La verità, vi spiego, sull’amore – Enrica Tesio

– Notti in bianco, Baci a colazione – Matteo Bussola

– La ragazza del treno – Paula Hawkins

I primi due, dicevo, hanno qualcosa in comune: entrambi sono autori che ho scoperto tramite Facebook, che scrivono quotidianamente del loro vissuto, che raccontano la loro famiglia, i loro figli, la loro vita personale.

Dànno la sensazione di essere vicini, a portata, quasi che TI scrivano, che TI raccontino. Ci si sente senza dubbio partecipi della storia.
Il libro della Tesio parla di una coppia, Dora e Davide, che si separa. La storia è narrata dal punto di vista femminile.

Si tratta di un percorso doloroso e, per quanto gestito in modo civile e correttao, lascia l’amaro in bocca. 

Dora ha un’amica, Sara, presente dalla prima pagina all’ultima; l’amica ha un uomo, quindi una storia d’amore c’è, ma anche questa non scorre via liscia.

Si legge molto volentieri, ineccepibile sotto questo aspetto. 

A tratti divertente, a tratti catartico, a tratti riflessivo: un bel mix che lo rende scorrevole, piacevole, divorabile.

Alterna digressioni anche poco pertinenti alla narrazione della storia principale.

Ma lascia sensazioni di spaesamento, lascia il punto interrogativo alla fine di numerose situazioni.

L’amarezza della narrazione trapela attraverso le pagine e investe il lettore; non è tanto la storia ad essere triste, è il cinismo del personaggio che rattrista un po’, ti rimane addosso, come l’umidità sulla pelle dopo la doccia.

Senza voler fare spoiler, il lieto fine c’è, ma sa un po’ di premio di consolazione, ha il gusto del tombolino.

L’autrice ha uno stile molto elegante, e dettaglia le situazioni in maniera realistica: a mio giudizio scrive molto bene. È la storia che non mi ha coinvolta molto, o forse sono io che ho cercato di mantenere il distacco.

Come un gustoso piatto di bucatini al sugo: te li mangeresti d’un fiato da quanto sono buoni, ma devi prestare attenzione agli spruzzi di acredine e risentimento.

(… Continua)

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